L’ecologia politica di Dario Paccino

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Gennaro Avallone, Sirio Paccino

pp. 139
Anno 2024 (aprile)
ISBN 9788869482687

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Descrizione

A cura di Gennaro Avallone e Sirio Paccino
L’ecologia politica di Dario Paccino
Tra l’imbroglio ecologico e le lotte contro il nucleare

Dario Paccino, noto soprattutto per il suo importante saggio dal titolo L’imbroglio ecologico (1972), ha contribuito alla nascita e, in parte, ai successivi sviluppi degli studi che in Italia hanno teso a politicizzare la conoscenza sulle condizioni di vita e salute dentro e fuori i luoghi di lavoro, entrando in diretta connessione con i conflitti in fabbrica, nei cantieri e nei territori contro le nocività e contro lo scambio salario-malattie. Il suo contributo è stato particolarmente rilevante anche per il movimento antinucleare che, dalle lotte della fine degli anni Settanta, è riuscito a imporre la chiusura delle centrali nucleari e a premere per una svolta ecologica orientata a cambiare profondamente il modo di produzione e di distribuzione dell’energia.
Questo libro propone una serie di contributi che si concentrano su due questioni fondamentali utili per i movimenti sociali ed ecologisti attualmente attivi. La prima riguarda la centralità del concetto di “imbroglio ecologico” per comprendere la gestione tecnocratica dall’alto della crisi climatica e ambientale in corso; la seconda è relativa alla rilevanza dell’ecologia politica per capire quanto sia necessario sostenere l’abbandono dell’energia nucleare in ogni sua forma, civile o militare.

Contributi di Giulia Arrighetti, Gennaro Avallone, Angelo Baracca, Lucia Giulia Fassini, Giorgio Ferrari, Vincenzo Miliucci, Alfonso Natella, Sirio Paccino, Roberta Pompili.

Gennaro Avallone è professore associato in Sociologia dell’ambiente e del territorio presso il Dipartimento di studi politici e sociali dell’Università degli studi di Salerno, dove insegna, tra l’altro, Ecologia politica.

Sirio Paccino, operatore sociale, ha collaborato ai “Libri del NO”. È il curatore dell’Archivio Dario Paccino.

RASSEGNA STAMPA

UN ASSAGGIO

Indice

7 Presentazione. Dario Paccino e le origini dell’ecologia politica in Italia – di Gennaro Avallone e Sirio Paccino

11 Introduzione. Abbandonare la civiltà del nucleare
di Gennaro Avallone

Parte prima. Dario Paccino, mezzo secolo di imbroglio ecologico

25 L’archivio “Dario Paccino”
di Sirio Paccino
35 Il metodo di ricerca di Dario Paccino
di Gennaro Avallone, Sirio Paccino, Lucia Giulia Fassini
50 Per un’ecologia conflittuale
di Giulia Arrighetti
56 Dario Paccino. L’imbroglio ecologico
di Alfonso Natella

Parte seconda. L’ecologia politica dell’energia nucleare

73 Quello che ci ha insegnato l’atomica
di Roberta Pompili
89 Le lotte contro il nucleare e l’energia padrona, per i beni comuni
di Vincenzo Miliucci
112 Il nucleare militare ieri, oggi e domani
di Angelo Baracca
119 La questione del nucleare ieri, oggi e domani
di Giorgio Ferrari

131 Le autrici e gli autori

135 Bibliografia


 

Presentazione
Dario Paccino e le origini dell’ecologia politica in Italia
di Gennaro Avallone e Sirio Paccino

Dario Paccino ha contribuito alle origini e, in parte, ai successivi sviluppi in Italia degli studi che hanno avuto l’obiettivo di politicizzare la conoscenza sia sulle condizioni degli ambienti di vita e lavoro che sul nesso esistente tra produzione di energia e governo delle società e dei territori. Paccino è stato parte di un ampio movimento che, sul piano scientifico e intellettuale, ha tenuto insieme persone come Giulio Maccacaro, Laura Conti, Giorgio Nebbia, Tullio Seppilli e, sul piano politico e sociale, le lotte in fabbrica e nei cantieri e, successivamente, fuori, in forma più estesa, contro le nocività e contro lo scambio salario-malattie.
La storia della ricerca e delle lotte per la salute collettiva ha, in Italia, un lungo passato, le cui origini si possono individuare nel movimento igienista di fine Ottocento, all’interno del quale due nomi, fra altri, ricoprirono un ruolo determinante: quelli di Angelo Celli e Anna Fraentzel. L’Inchiesta Bertani sulle condizioni di vita e lavoro dei lavoratori agricoli, appendice dell’inchiesta agraria Jacini condotta tra il 1877 e il 1885, mise in evidenza la connessione tra malattia e rapporti di produzione, di cui le condizioni di lavoro e vita sono l’espressione empirica più visibile.
Il nesso salute-lavoro si è successivamente ampliato e Paccino ha contribuito a questa articolazione, inserendo il lavoro non solo nei più generali rapporti di classe – cioè, di produzione – ma nella più ampia analisi degli ambienti di vita, mettendo in discussione la separazione umanità-natura che era stata propria – nonostante le analisi di Marx – anche dell’ambito scientifico e politico del marxismo.
In sintesi, Paccino, sin da L’imbroglio ecologico del 1972, mette al centro della sua analisi i rapporti di potere socioecologico, avendo già tematizzato nel libro Arrivano i nostri del 1956 come i rapporti di dominazione-subordinazione (anche violentissimi) interessano sempre la complessità degli ambienti di vita e non solo i rapporti sociali (esempio è l’ecocidio che l’esercito federale statunitense agì contro le popolazioni originarie, sterminate soprattutto attraverso l’uccisione dei bisonti, animali centrali per la loro riproduzione, per la loro vita).
La cifra dello sterminismo, categoria elaborata da Edward Thompson (1982), è particolarmente presente negli studi di Paccino, specialmente a seguito dell’invasione via bombardamenti dell’Iraq nel 1991 da parte dell’alleanza guidata dagli Stati Uniti d’America. Non si tratta di una categoria apocalittica, ma di un concetto utile, da una parte, per riconoscere e criticare il potere militare, specialmente nella sua declinazione nucleare, e, dall’altra parte, per evidenziare la tendenza da arginare verso un’ecologia necropolitica, che, in maniera costitutiva, salva alcune specie viventi sulla base del sacrificio di altre.
In questa critica allo sterminismo e all’affermazione necropolitica, Paccino non può non inserire la critica al nucleare, al quale è alternativa la mobilitazione sociale e politica al fine di contestare non solo le politiche energetiche e militari fondate sul nucleare ma anche la sua legittimità scientifica e culturale. Il terreno dell’analisi politica e scientifica è, per Paccino, totale, perché il superamento della civiltà del capitale non può avvenire che ad ogni livello, in una maniera generalizzata.
Il libro proposto si situa dentro queste linee di analisi e discussione. Esso nasce in un convegno organizzato il 6 dicembre 2022 presso l’Università di Salerno sul tema “Cinquanta anni di imbroglio ecologico. Il contributo di Dario Paccino all’ecologia politica”. Al convegno parteciparono le autrici e gli autori di questo libro, ai quali si è aggiunto nei mesi successivi Vincenzo Miliucci con il suo contributo di conoscenza storica e militante delle lotte contro il nucleare in Italia e per i beni comuni, contro quella che, nell’editoriale del primo numero della nuova serie della rivista “rosso vivo”, Dario Paccino (1979a) definì l’energia padrona.
Il libro è organizzato in due parti con l’obiettivo di segnalare due contributi fondamentali dell’analisi di Paccino agli studi di ecologia politica in Italia: quello sulla riproduzione dell’imbroglio ecologico, dunque dell’ecologia usata come ideologia per non mettere in discussione l’ordine economico e politico in vigore e quindi le sue gerarchie socioecologiche di potere, e quello dell’energia nucleare e del suo definitivo superamento. L’invito è a leggerlo e discuterlo, ma anche ad aprire l’archivio Paccino sia nel senso politico del termine sia in quello concreto dello studio, beneficiando dei documenti e materiali disponibili presso la Fondazione Micheletti di Brescia.
Infine, il libro è necessariamente dedicato ad Angelo Baracca, venuto a mancare e a mancarci mentre il libro era in elaborazione. Angelo è stato un fisico e un protagonista del movimento per la pace e per il disarmo, una voce preziosa dell’ecopacifismo che è andata in coppia con il fatto di essere stato “un professore fuori dai ranghi accademici (se non addirittura contro), in cui spiccava quella rara e preziosa critica della scienza di cui c’è tanto bisogno in questa era di sacrale idolatria della scienza e degli scienziati” (Ferrari 2023).

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