Il caso estremo dell’uomo

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Luca De Angelis

pp. 367
Anno 2019
ISBN 9788869481413

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Descrizione

Luca De Angelis
Il caso estremo dell’uomo. Essere scrittore ebreo
Prefazione di Andrea Jacchia

Nelle sue memorie Elie Wiesel poneva legittime questioni di carattere programmatico sul compito e i fini dello scrittore ebreo: “Da ebreo, mi chiedo quale sia il ruolo dello scrittore ebreo: essere una voce, per dire cosa? Cosa è tenuto a esprimere, quando, e con quale scopo? Quale storia raccontare? E a chi?”.
Inchieste particolarmente problematiche come queste vengono affrontate alla luce della professione di ebraismo letterario di Romain Gary: “Gli ebrei hanno rappresentato per me, per un grande periodo della mia vita, il caso estremo dell’uomo”. Se la missione dell’ebreo non consiste nel convertire il mondo all’ebraismo, ma di umanizzarlo, lo scrittore ebreo lo umanizza con la sua letteratura. La definizione di Gary, che ha il valore di una rivelazione, viene adottata come privilegiata chiave di lettura per rispondere agli interrogativi di Wiesel e per intraprendere un insolito viaggio nell’anima ebraica attraverso lo sguardo che è proprio della letteratura. Questa sorta di idée fixe la ritroviamo espressa e variamente declinata nelle pagine dei più grandi e più significativi scrittori ebrei, da Kafka a Svevo, da Koestler a Primo Levi.

Luca De Angelis, già borsista presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi, ha insegnato nelle Università di Trento, di Trieste e di Münster. Fa parte del comitato scientifico di International Conferences on Jewish Italian Literature (ICOJIL) e collabora con “Pagine ebraiche”. Ha curato L’Ebraismo nella Letteratura Italiana del Novecento (con Marisa Carlà, Palumbo, 1995) e il Diario di Elio Schmitz (Sellerio, 1997). Ha pubblicato Qualcosa di più intimo. Aspetti della scrittura ebraica del Novecento italiano: da Svevo a Bassani (Giuntina, 2006).

Rassegna stampa

“Bet Magazine Mosaico “- 9 Giugno 2020

All’estremità del vivere, le radici della creatività ebraica
di Fiona Diwan

Un affresco dell’ebraismo letterario del Novecento: Kafka e Primo Levi, Malamud, Italo Svevo e Romain Gary… Da sempre la pratica letteraria rappresenta la via regia dell’autocoscienza ebraica, il luogo dove rintracciare in alta definizione l’anima della modernità. Come mai il XX secolo ha prodotto un numero così strabiliante di capolavori? In un saggio di Luca De Angelis la risposta: perché l’ebreo è da sempre “il caso estremo dell’uomo”… Leggi

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