La rivoluzione è il freno di emergenza

 14.00

Michael Löwy

pp. 136
Anno 2020
ISBN 9788869481642

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Descrizione

Michael Löwy
La rivoluzione è il freno di emergenza
Saggi su Walter Benjamin
Traduzione dal francese di Gianfranco Morosato

Per Michael Löwy, la scoperta dell’opera di Benjamin è stata un’emozione che ha scosso molte delle sue convinzioni e la cui onda d’urto si è percepita per più di quarant’anni in tutte le sue ricerche sulle forme eterodosse del marxismo in Europa o in America Latina.
Alla visione di una rivoluzione come “locomotiva della storia” che viaggia inesorabilmente nella direzione del progresso, descritta da Marx in La lotta di classe in Francia, Benjamin propone una versione della rivoluzione come “freno di emergenza”, annunciando precocemente una critica del progresso e della crescita, che più tardi si svilupperà nel pensiero critico e nell’ecologia radicale. I saggi qui raccolti si concentrano sulla dimensione rivoluzionaria del lavoro di Benjamin, in cui si intrecciano e si confondono un approccio ispirato a un materialismo storico, evidentemente non ortodosso, e un messianesmo ebraico, ripensato alla luce della sua “amicizia stellare” con il suo complice Gershom Scholem.
Diversamente da molti lavori su Benjamin, Löwy insiste dunque sulla dimensione sovversiva, rivoluzionaria e persino insurrezionale del suo pensiero. Ed è questa dimensione che fa del filosofo tedesco un personaggio singolare, se non unico, nel firmamento culturale del xx secolo.

Michael Löwy, direttore di ricerca emerito del Cnrs, è autore di un lavoro ricco e abbondante, dal suo primo saggio su La Pensée di Che Guevara (Maspero, 1970) al suoi lavori su Weber, Kafka o Benjamin, l’ebraismo libertario nell’Europa centrale o la teologia della liberazione in America Latina. Tra i suoi testi tradotti in italiano: Redenzione e utopia (Bollati Boroghieri, 1992), Segnalatore d’incendio (Bollati Boringhieri, 2004), Kafka sognatore ribelle (elèuthera, 2014).

RASSEGNA STAMPA

UN ASSAGGIO

Indice

7 Prefazione

11 “Il capitalismo come religione”
Walter Benjamin e Max Weber

61 Un materialismo storico con schegge romantiche
Walter Benjamin e Karl Marx

49 Le affinità elettive
Walter Benjamin e Gershoom Scholem

60 Walter Benjam e l’anarchismo

71 Le nozze chimiche dei due materialismi
Walter benjamin e il surrealismo

80 La città, luogo strategico dello scontro di classe
Insurrezioni, barricate e haussmannizzazione di Parigi
nel Passagenwerk

100 Teologia e antifascismo in Walter Benjamin

113 Il punto i vista dei vinti nella storia dell’America Latina
Riflessioni metodologiche a partire da Walter Benjamin

125 La rivoluzione è il freno d’emergenza
Attualità politico-ecologica di Walter Benjamin

133 Indice dei nomi


 

Prefazione

Ho scoperto Walter Benjamin intorno al 1978, quando ho iniziato a lavorare sul messianesimo rivoluzionario nella cultura ebraica dell’Europa centrale. Sono stato soprattutto colpito, come da un pugno, dalla scoperta delle Tesi Sul concetto di storia (1940), come racconto nel libro che ho dedicato a questo documento unico, che considero uno dei testi più importanti del pensiero critico dopo le Tesi su Feuerbach di Marx (1845). Nel mio percorso intellettuale c’è un prima e un dopo questa illuminazione profana.
Da quel momento ho iniziato a leggere, studiare, rimuginare e considerarare molti altri scritti di Benjamin, cercando di comprendere meglio il suo percorso intellettuale e politico. I saggi raccolti in questo volume sono il prodotto di questo tentativo, che si sviluppa a cavallo di due secoli (il xx e il xxi). Sono stati ovviamente leggermente rimaneggiati e aggiornati per questa edizione. Come ci si renderà conto scorrendo l’indice, i temi affrontati sono molto diversi e testimoniano di una lettura molto selettiva: alcuni degli scritti più importanti, o più noti, di Benjamin non sono nemmeno menzionati.
C’è un filo conduttore – nel senso elettrico del termine – in questo insieme arbitrario, assortito ed eterogeneo? Forse. Se c’è un denominatore comune, una problematica che li attraversa, una bussola magnetica che li orienta, questa è probabilmente l’idea di rivoluzione in Walter Benjamin. Si tratta quindi di una lettura politica di alcuni suoi scritti? Sì, ma a condizione di intendere la politica non nel senso abituale – l’azione degli Stati, il ruolo delle istituzioni, le elezioni, il Parlamento ecc. –, ma nei termini singolari appartenenti all’autore delle Tesi: la memoria storica delle lotte e delle sconfitte, il richiamo all’azione redentrice degli oppressi, un’azione inseparabilmente sociale, politica, culturale, morale, spirituale e teologica. In questa forma, che non è quella dei politologi, dei partiti politici o degli attori della governance, la “politica” è presente in tutte le riflessioni di Benjamin affrontate in questa raccolta – non solo in quelle su Marx, sull’anarchismo o sul capitalismo, ma anche in quelle sul surrealismo, sulla teologia, sull’urbanistica di Haussmann, sulla Natura come Madre generosa o sulla storia dell’America Latina.