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Macchine di cattura del desiderio

12,00 

COD: 9788869483233 Categoria:
descrizione

Lo Stato non è un’entità astratta, né il semplice garante dell’ordine sociale: è una macchina che agisce direttamente sulle correnti del desiderio, codificandole e sottomettendole alle logiche della produzione e del profitto. In questo studio magistrale, Guillaume Sibertin-Blanc ricostruisce la traiettoria che porta da L’anti-Edipo a Mille piani, offrendo la prima analisi sistematica della “forma-Stato” nel pensiero di Gilles Deleuze e Félix Guattari. Attraverso la lente di un “materialismo storico-machinico”, l’autore dimostra come lo Stato operi come un apparato di cattura capace di trasformare la potenza creativa delle moltitudini in forza-lavoro e obbedienza civile. Dalla critica alla sovranità classica alla schizoanalisi delle democrazie capitalistiche, Sibertin-Blanc rivela come lo Stato non sia mai separato dai flussi del capitale, ma ne diventi il regolatore fondamentale, la struttura che modula l’esistenza stessa delle popolazioni. Macchine di cattura del desiderio non è solo un’opera di esegesi filosofica, ma uno strumento teorico affilato per comprendere le nuove forme del potere contemporaneo. Un volume essenziale che restituisce alla riflessione deleuziana la sua natura più autentica: quella di una filosofia politica radicale, capace di individuare le linee di fuga contro ogni apparato di dominio.

Guillaume Sibertin-Blanc è professore di filosofia contemporanea presso l’Università Paris 8. È autore di Deleuze et l’Anti-OEdipe. La production du désir (Puf, 2010) e Politique et État chez Deleuze et Guattari (Puf, 2013).

un assaggio

Lo Stato non è un’entità astratta, né il semplice garante dell’ordine sociale: è una macchina che agisce direttamente sulle correnti del desiderio, codificandole e sottomettendole alle logiche della produzione e del profitto. In questo studio magistrale, Guillaume Sibertin-Blanc ricostruisce la traiettoria che porta da L’anti-Edipo a Mille piani, offrendo la prima analisi sistematica della “forma-Stato” nel pensiero di Gilles Deleuze e Félix Guattari. Attraverso la lente di un “materialismo storico-machinico”, l’autore dimostra come lo Stato operi come un apparato di cattura capace di trasformare la potenza creativa delle moltitudini in forza-lavoro e obbedienza civile. Dalla critica alla sovranità classica alla schizoanalisi delle democrazie capitalistiche, Sibertin-Blanc rivela come lo Stato non sia mai separato dai flussi del capitale, ma ne diventi il regolatore fondamentale, la struttura che modula l’esistenza stessa delle popolazioni. Macchine di cattura del desiderio non è solo un’opera di esegesi filosofica, ma uno strumento teorico affilato per comprendere le nuove forme del potere contemporaneo. Un volume essenziale che restituisce alla riflessione deleuziana la sua natura più autentica: quella di una filosofia politica radicale, capace di individuare le linee di fuga contro ogni apparato di dominio.

Guillaume Sibertin-Blanc è professore di filosofia contemporanea presso l’Università Paris 8. È autore di Deleuze et l’Anti-OEdipe. La production du désir (Puf, 2010) e Politique et État chez Deleuze et Guattari (Puf, 2013).

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