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Esiste una forma di violenza che non lascia segni sulla pelle, ma che lacera l’anima con la precisione di un bisturi. È la “tortura pulita”: un arsenale di tecniche raffinate – dalla deprivazione sensoriale alle umiliazioni sistematiche – nate nei laboratori della CIA e perfezionate per distruggere la resistenza psichica senza mai versare una goccia di sangue.
Charlie Barnao, grazie a dieci anni di attività didattica universitaria in carcere, svela come queste metodologie di “tortura senza contatto” abbiano trovato dimora stabile all’interno del sistema penitenziario italiano. Dando voce alle testimonianze dirette dei detenuti, l’autore analizza i regimi del 41-bis e dell’ergastolo ostativo, tracciando un filo rosso inquietante che lega le sperimentazioni di intelligence del XX secolo alle attuali politiche carcerarie della nostra democrazia. Ci pone così di fronte al paradosso di uno Stato di diritto che, per combattere l’illegalità, ricorre a strumenti di coercizione psicologica scientificamente pianificati.
Charlie Barnao è professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Palermo, dove insegna Sociologia della tortura, Sociologia della sopravvivenza e Metodi qualitativi per la ricerca. È stato visiting researcher presso l’Università della California e l’Università di Essex e visiting professor presso l’Università del Nevada e, attualmente, presso l’Università di Betlemme.
Esiste una forma di violenza che non lascia segni sulla pelle, ma che lacera l’anima con la precisione di un bisturi. È la “tortura pulita”: un arsenale di tecniche raffinate – dalla deprivazione sensoriale alle umiliazioni sistematiche – nate nei laboratori della CIA e perfezionate per distruggere la resistenza psichica senza mai versare una goccia di sangue.
Charlie Barnao, grazie a dieci anni di attività didattica universitaria in carcere, svela come queste metodologie di “tortura senza contatto” abbiano trovato dimora stabile all’interno del sistema penitenziario italiano. Dando voce alle testimonianze dirette dei detenuti, l’autore analizza i regimi del 41-bis e dell’ergastolo ostativo, tracciando un filo rosso inquietante che lega le sperimentazioni di intelligence del XX secolo alle attuali politiche carcerarie della nostra democrazia. Ci pone così di fronte al paradosso di uno Stato di diritto che, per combattere l’illegalità, ricorre a strumenti di coercizione psicologica scientificamente pianificati.
Charlie Barnao è professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Palermo, dove insegna Sociologia della tortura, Sociologia della sopravvivenza e Metodi qualitativi per la ricerca. È stato visiting researcher presso l’Università della California e l’Università di Essex e visiting professor presso l’Università del Nevada e, attualmente, presso l’Università di Betlemme.
