ISBN: 9788869483332
Collana: Cartografie
Traduzione dal francese di Matteo Pratelli
Pagine: 138
Formato: cm 14 x 21
Uscita: settembre 2026
14,00 €
Canta Palestina!
L’inconscio di fronte al massacro di un popolo
Di fronte al genocidio del popolo palestinese, l’Occidente risponde con un silenzio assordante, una paralisi etica che investe anche i luoghi della cura e della psicoanalisi. In Canta Palestina!, Silvia Lippi rompe questo silenzio e interroga l’inconscio di fronte alla tragedia di Gaza. Attraverso un fitto dialogo che intreccia la clinica lacaniana, la filosofia di Deleuze, la testimonianza di Primo Levi, la poesia palestinese e la canzone napoletana, la psicoanalista scava nelle pieghe della nostra indifferenza. Il saggio ci inchioda a una distinzione fondamentale: se la colpa immobilizza o distrugge, è solo attraverso la vergogna, intesa come moto intimo e politico, che possiamo ritrovare la dignità di agire e resistere.
Un libro urgente e necessario che trasforma l’ascolto analitico in uno strumento di critica radicale. Un invito a non distogliere lo sguardo e a restituire voce a chi è stato ridotto al silenzio, per far cantare, finalmente, la verità della storia.
Silvia Lippi, psicoanalista, è una delle voci più originali nel panorama lacaniano contemporaneo. Ricercatrice presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Nanterre a Parigi, ha sviluppato una psicoanalisi particolarmente sensibile alle interrogazioni dei gruppi minoritari contemporanei. Fra i suoi libri più recenti, Sorellanze. Per una psicoanalisi femminista (con Patrice Maniglier, 2024); Freud, La passione dell’ingovernabile (2018).
Canta Palestina!
L’inconscio di fronte al massacro di un popolo
Di fronte al genocidio del popolo palestinese, l’Occidente risponde con un silenzio assordante, una paralisi etica che investe anche i luoghi della cura e della psicoanalisi. In Canta Palestina!, Silvia Lippi rompe questo silenzio e interroga l’inconscio di fronte alla tragedia di Gaza. Attraverso un fitto dialogo che intreccia la clinica lacaniana, la filosofia di Deleuze, la testimonianza di Primo Levi, la poesia palestinese e la canzone napoletana, la psicoanalista scava nelle pieghe della nostra indifferenza. Il saggio ci inchioda a una distinzione fondamentale: se la colpa immobilizza o distrugge, è solo attraverso la vergogna, intesa come moto intimo e politico, che possiamo ritrovare la dignità di agire e resistere.
Un libro urgente e necessario che trasforma l’ascolto analitico in uno strumento di critica radicale. Un invito a non distogliere lo sguardo e a restituire voce a chi è stato ridotto al silenzio, per far cantare, finalmente, la verità della storia.
Silvia Lippi, psicoanalista, è una delle voci più originali nel panorama lacaniano contemporaneo. Ricercatrice presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Nanterre a Parigi, ha sviluppato una psicoanalisi particolarmente sensibile alle interrogazioni dei gruppi minoritari contemporanei. Fra i suoi libri più recenti, Sorellanze. Per una psicoanalisi femminista (con Patrice Maniglier, 2024); Freud, La passione dell’ingovernabile (2018).