La rivoluzione algerina e la liberazione dell’Africa

 12.00

Frantz Fanon

pp. 123
Anno 2017
ISBN 9788869480751

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Collana: . Tag: , , , . Product ID: 3042

Descrizione

Frantz Fanon
La rivoluzione algerina e la liberazione dell’Africa. Scritti politici (1957-1960)
Traduzione dal francese di Gabriele Proglio e Antonella Mauri

Il nucleo degli scritti qui raccolti è costituito dagli articoli che Fanon scrisse in forma anonima per l’edizione francese di “El Moudjahid”, giornale del Fronte di liberazione nazionalie algerino al quale collaborò dal 1957 al 1960. In essi – come osserva Jean Khalfa nell’introduzione – non è difficile scorgere il suo stile, la sua insistenza sui processi vitali all’opera in ogni disalienazione, il suo interesse per una coscienza che si forma solo liberandosi dalle identità del passato, così come la sua preoccupazione di impedire l’ossificazione delle strutture rivoluzionarie e del neocolonialismo, e la sua fedeltà a una dimensione propriamente rivoluzionaria del movimento nazionale algerino.
In generale, questi scritti mostrano come nel contesto rivoluzionario si elabori la rottura con la centralità della Francia: condizione ideale nella quale cresce ed evolve anche il pensiero di Fanon. La rivoluzione algerina appare come l’epicentro dal quale si propagano le scosse telluriche che fanno oscillare la torre d’avorio dalla quale gli intellettuali europei – non solo francesi – hanno raccontato il resto del mondo, subordinandolo alle loro voci, alle loro lingue. Al tempo stesso, la rivoluzione algerina è anche la lente attraverso la quale è possibile leggere il mondo oltre il conflitto con la République, mettendo a nudo le contraddizioni e le ingiustizie di una geografia centrata sul ruolo dell’Europa nel mondo. Il confine tra Parigi e Algeri diventa il collettore di istanze di lotta e di liberazione che riguardano l’intero continente africano, i processi di costruzione di nuove società, ma anche lo spunto per riflettere sull’Europa, sul suo rapporto con il fascismo e il colonialismo nella costruzione del mondo occidentale.

Frantz Fanon, psichiatra e scrittore noto per il suo impegno anticoloniale, nasce nelle Antille nel 1925 e muore negli Stati Unuti nel 1961. Oltre alle sue due opere maggiori, Pelle nera, maschere bianche (1952) e I dannati della terra (1961), nella nostra lingua sono ora disponibili anche gli “Scritti politici” (DeriveApprodi, 2006) e molti dei testi sulla psichiatria coloniale: Decolonizzare la follia (ombre corte, 2011).

RASSEGNA STAMPA

L’indice dei libri del mese – luglio-agosto 2018

La notte della colonia e la storia interrotta
di Roberto Beneduce

Gli Scritti politici di Fanon, apparsi una prima volta in forma anonima in “El Moudjahid”, l’organo di stampa del Fronte di liberazione nazionale, sono ora disponibili in italiano, tradotti da Gabriele Proglio e Antonella Mauri. L’anonimato s’imponeva certo per ragioni di sicurezza, ma esprimeva anche il condiviso e comune progetto politico del gruppo redazionale, impegnato ad analizzare le forme di lotta, le alleanze internazionali, il mutevole rapporto di forze sul terreno, ma soprattutto a pensare il futuro dell’Algeria nel quadro di un continente in fibrillazione per le lotte per l’indipendenza (“La più formidabile scossa della storia sta scuotendo il continente africano”).
Lo stile e il contenuto degli scritti rivela però inequivocabilmente il suo autore, e definirli “politici” è solo una necessaria scelta editoriale che si era già imposta all’edizione francese curata da Jean Khalfa e Robert Young nel 2015 (Écrits sur l’aliénation et la liberté, La Découverte), di cui la traduzione italiana pubblica una parte, includendo anche la breve introduzione di Khalfa. D’altronde, al cospetto di Fanon, ogni tentativo di classificazione s’infrange contro uno stile che, senza soluzione di continuo, passa in rassegna la complicità dei saperi medici con il dominio coloniale e l’alienazione razziale, le esitazioni della sinistra francese e il tradimento dei fratelli africani, i nodi della négritude e le voci dei “paesi non allineati”, senza trascurare i profili storici della cultura o le atrocità della tortura. È questo il magma della situazione coloniale, come di quella postcoloniale. Sottolineatura che vuole qui rimediare al refuso della traduzione italiana dell’introduzione di Khalfa dove, in riferimento all’articolo di Fanon su I lacché del colonialismo, l’autore indica come in esso si possa chiaramente riconoscere la preoccupazione di Fanon per le “insidie del neocolonialismo” (non del colonialismo, come invece è scritto). Passaggio importante, che segnala la capacità di Fanon nell’anticipare quei problemi che avrebbero reso cupi e controversi gli anni successivi all’indipendenza. > continua a leggere >


 

il lavoro culturale – 23 novembre 2017

Fanon inedito

Pubblichiamo “La lotta solidale dei paesi africani”, un estratto da La rivoluzione algerina e la liberazione dell’Africa. Scritti politici (1957-1960), una serie di articoli inediti di Frantz Fanon pubblicati in forma anonima nell’edizione francese della rivista El Moudjahid, appena usciti nell’edizione italiana curata da Gabriele Proglio per ombre corte. Questo intervento fu pronunciato da Fanon ad Accra nel 1958, in occasione della Conferenza per la Pace e la sicurezza in Africa. >continua a leggere >


 

il manifesto – 14.12.2017

Una storia senza più interruzioni
di Neelam Srivastava

Frantz Fanon. «La rivoluzione algerina e la liberazione dell’Africa», a cura di Gabriele Proglio, per ombre corte. Il libro raccoglie una serie di scritti politici inediti del filosofo, psichiatra e scrittore marticano.

Il più recente volume italiano di Frantz Fanon, psichiatra rivoluzionario dedito al movimento anticoloniale algerino, e autore della celebre «Bibbia della decolonizzazione», I dannati della terra, è un libro chiave per la generazione del ’68 e fonte di ispirazione per La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo.
La rivoluzione algerina e la liberazione dell’Africa, pubblicato da ombre corte (a cura di Gabriele Proglio, tradotto dal francese da lui stesso e Antonella Mauri, pp. 123, euro 12) raccoglie una serie di scritti politici inediti di Fanon, che costituiscono una sezione di un volume più ampio di inediti dell’autore martinicano, già uscito nel 2015 con La Découverte, intitolato Écrits sur l’aliénation et la liberté, edito da Jean Khalfa e Robert Young.

LA PROPOSTA di questo volume è un’aggiunta importante alla vera e propria riscoperta di Fanon nell’ambito italiano che si è svolto negli ultimi dieci anni, e che ha visto la pubblicazione o ripubblicazione di Per la rivoluzione africana (DeriveApprodi, 2006), L’anno V della rivoluzione algerina (DeriveApprodi 2007), Decolonizzare la follia: Scritti sulla psichiatria coloniale (ombre corte, 2011), e la bella ri-traduzione di Pelle nera, maschere bianche da parte di Silvia Chiletti (ETS, 2015).
La rivoluzione algerina, insieme ai volumi menzionati qui sopra, arricchisce la nostra conoscenza di Fanon al di là dei Dannati della terra ed è utile per contestualizzare lo sviluppo del suo pensiero politico, che tende a essere visto come individuale e unico, nell’ambito del movimento collettivo algerino anticoloniale. Il volume restituisce la dimensione di un Fanon immerso nel vivo della lotta per l’indipendenza algerina; gli scritti qui raccolti sono articoli non firmati che scrisse per l’organo del Fronte di liberazione nazionale algerino, El moudjahid, e quindi consoni a diffondere la linea ufficiale dell’Fln a livello internazionale. Lungi dall’essere pezzi di autore, dunque, questi testi rivoluzionari si celano dietro «all’anonimato richiesto dal lavoro editoriale. Dietro a ogni articolo, prodotto abitualmente da una sola penna, vi potevano essere intense discussioni redazionali, motivate dall’urgenza di restituire al lettore una posizione ufficiale di liberazione sui vari movimenti nazionali e internazionali», come spiega Proglio nell’introduzione. > continua a leggere >

UN ASSAGGIO

Indice

7 Nota all’edizione italiana
di Gabriele Proglio

11 Introduzione
di Jean Khalfa

15 La Legione straniera demoralizzata
23 L’indipendenza dell’Algeria, realtà di tutti i giorni
25 L’indipendenza nazionale, sola via d’uscita
32 L’Algeria e la crisi francese
37 Il conflitto algerino e l’anticolonialismo africano
43 Una rivoluzione democratica
48 Ancora una volta, perché il presupposto
53 La coscienza rivoluzionaria algerina
55 Strategia di un esercito allo stremo
59 I superstiti della no man’s land
64 Il testamento di un “uomo di sinistra”
66 Logica dell’ultracolonialismo
72 Il mondo occidentale e l’esperienza fascista in Francia
76 Le illusioni golliste
83 Il calvario di un popolo
90 L’ascesa del movimento anti-imperialista e i ritardatari della pacificazione
97 La lotta solidale dei paesi africani
100 Ascolta, uomo bianco!, di Richard Wright
104 A Conakry, dichiara: “La pace nel mondo passa dall’indipendenza nazionale”
107 L’Africa accusa l’Occidente
115 I lacchè dell’imperialismo
121 Lettera ad Ali Shariati


 

Nota all’edizione italiana
di Gabriele Proglio

Gli scritti qui raccolti sono comparsi, per la prima volta in forma completa, nel volume edito nel 2015 da La Découverte, curato da Jean Khalfa e Robert Young. Il titolo generale della raccolta, Écrits sur l’aliénation et la liberté, non tradisce il contenuto, al punto che il lettore viene trascinato, pagina dopo pagina, lungo le diverse sfaccettature della produzione culturale di Frantz Fanon: il teatro, con le due pièce, L’œil se noie e Les mains parallèles, redatte entrambe nel 1949; gli scritti psichiatrici, dalla tesi universitaria del novembre 1951 agli editoriali dei giornali dell’Ospedale di Saint-Alban e Blida-Joinville, senza dimenticare i saggi comparsi tra il 1954 e il 1956. Nella quarta parte, poi, sono resi pubblici i carteggi che precedettero l’uscita dei testi di Fanon, coinvolgendo François Maspero, Giovanni Pirelli e Giulio Einaudi. L’ultima sezione, infine, ricostruisce la biblioteca famigliare di Fanon, mostrando la rete di riferimenti teorici, di influenze e contaminazioni culturali che furono dirimenti nelle riflessioni dell’intellettuale nato a Fort-de-France.
Vi è poi una terza sezione del volume – tradotta nelle pagine che seguono – interamente dedicata agli scritti politici. Essa contiene gli articoli di Fanon comparsi nell’edizione francese di “El Moudjahid”, voce ufficiale del Fronte di liberazione nazionale algerino, giornale clandestino nato ad Algeri nel 1956, realizzato per alcuni numeri a Tétouan, in Marocco, e poi pubblicato a Tunisi da novembre 1957 a marzo 1962. Tutti i testi, come già quelli di Pour la révolution africaine, non sono firmati. Il motivo è l’anonimato richiesto dal lavoro editoriale. Dietro a ogni articolo, prodotto abitualmente da una sola penna, vi potevano essere intense discussioni redazionali, motivate dall’urgenza di restituire al lettore una posizione ufficiale del movimento di liberazione sui vari argomenti nazionali e internazionali.
Jean Khalfa, che ha curato la sezione per La Découverte, spiega nell’introduzione come sia stato possibile attribuire i testi a Fanon: l’editore François Maspero, intenzionato a pubblicare i lavori dell’intellettuale martinicano, chiese a Rédha Malek, direttore di “El Moudjahid”, di indicare quali fossero i testi indubbiamente scrittti da Fanon. Lo stesso fece con Marie-Josèphe Dublé, la moglie di Fanon. Nessuna delle due liste, quella più lunga di ‘Josie’ e quella più corta di Malek, corrisposero esattamente all’insieme degli scritti pubblicati in Pour la révolution africaine. La Découverte, dunque, ha pensato di dare alle stampe i restanti articoli, alcuni dei quali sono comparsi in lingua francese su alcune riviste dopo il 1961, data di morte di Fanon, e rimasti inediti in italiano.

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