Conversazioni

 14.00

Gilles Deleuze – Claire Parnet

pp. 200
Anno 2020
ISBN 9788869481369

Ordina
Collana: . Tag: , , . Product ID: 2629

Descrizione

Gilles Deleuze – Claire Parnet
Conversazioni
Postfazione di Antonio Negri
Traduzione di Gianpiero Comolli

“Un’intervista, un dialogo, una conversazione – ‘spiegarsi’ è molto difficile. La maggior parte delle volte, quando uno mi fa una domanda, anche una domanda che mi tocca, m’accorgo di non avere propriamente nulla da dire. Le domande, come qualsiasi altra cosa, si costruiscono: e se non vi lasciano costruire le vostre domande, con elementi raccolti dovunque, con pezzi presi da qualsiasi parte, se ve le ‘pongono’, succede che non avete gran che da raccontare. […] In genere le domande sono tese verso un futuro (o un passato). Il futuro delle donne, il futuro della rivoluzione, il futuro della filosofia, ecc. Ma nel frattempo, intanto che si continua a girare attorno a queste questioni, ci sono dei tipi di divenire che operano in silenzio, in modo pressoché impercettibile. Si pensa troppo in termini di storia, sia essa personale o universale. Mentre i tipi di divenire fanno parte della geografia, sono orientamenti, direzioni, entrate e uscite. Esiste un divenire-donna che non si confonde affatto con le donne, con il loro passato e il loro futuro e bisognerebbe proprio che le donne entrassero in questo divenire, per poter uscire dal loro passato e dal loro futuro, dalla loro storia. Esiste un divenire-rivoluzionario che non è affatto la stessa cosa del futuro della rivoluzione, e che non passa necessariamente attraverso i militanti. Esiste un divenire-filosofia che non ha nulla a che vedere con la storia della filosofia, e che passa piuttosto attraverso coloro che la storia della filosofia non giunge a classificare” (Gilles Deleuze).

“Conversazioni è un libro da leggere, pagina per pagina, forse il mattino, prima di uscire di casa, se si vuol resistere, nel quotidiano, al quotidiano. Se con dolcissima radicalità, si vuol vivere” (dalla Postfazione di Antonio Negri).

Gilles Deleuze (1925-1995) è uno dei maggiori filosofi del nostro tempo. Tra le sue opere: Differenza e ripetizione (1968), Logica del senso (1969), Spinoza. Filosofia pratica (1985). E con Félix Guattari: L’anti-Edipo (1972), Mille piani (1980), Che cos’è la filosofia (1991). Per i nostri tipi: Cosa può un corpo?, Il sapere. Corso su Michel Foucault (1985-1986) / 1, e Il potere. Corso su Michel Foucault (1985-1986) / 2, La soggettivazione. Corso su Michel Foucault (1985-1986) / 3.
Claire Parnet, allieva e amica di Deleuze, è stata anche l’interlocutrice-autrice de L’abécédaire de Gilles Deleuze (1995), registrazione video (8 ore) diffusa postuma, per volontà di Deleuze, dal canale televisivo francese “Arte” e ora disponibile in DVD per i tipi di DeriveApprodi.

RASSEGNA STAMPA

SINISTRA IN RETE – 15 maggio 2009

Appunti dal terremoto del divenire
di Roberto Ciccarelli

Conversazioni di Gilles Deleuze e Claire Parnet (ombre corte). Un dialogo sulla crisi della modernità che prende le distanze dai cultori del frammento a favore di un’«altra rivoluzione»… continua a leggere


 

DOPPIOZERO – 19 Maggio 2019

Le “con-fuse”. Conversazioni tra Deleuze e Parnet
di Simone D’Alessandro

«Le domande, come qualsiasi altra cosa, si costruiscono: e se non vi lasciano costruire le vostre domande, con elementi raccolti dovunque, con pezzi presi da qualsiasi parte, se ve le “pongono”, succede che non avete gran che da raccontare. L’arte di costruire un problema, questa si è importante: un problema, la sua impostazione, lì si inventa ancor prima di trovare una soluzione. Niente di tutto questo avviene in un’intervista»… continua a leggere…

UN ASSAGGIO

Postfazione
In cammino verso il molteplice
di Antonio Negri

Credo che Deleuze avrebbe condiviso la notazione che leggere un libro per la seconda volta non è rileggerlo ma risperimentarlo, se è vero che il mondo (e i libri in esso) noi non lo interpretiamo ma lo sperimentiamo sempre di nuovo. Così mi è avvenuto rileggendo i Dialogues. La prima volta che li avevo letti mi erano sembrati una lucidissima ordinata ricapitolazione di quello che si era configurato come pensiero di Deleuze dopo la pubblicazione di Anti-Edipo e nella preparazione di Mille piani. Claire Parnet mi era sembrata l’intelligente e partecipe intervistatrice che aveva collaborato a questa nuova esposizione. Sempre che si possa chiamare intervistatrice chi partecipa al gioco del dialogo deleuziano: uno spiegarsi l’un con l’altro che sconta l’impossibilità di dialogare linearmente e pone, per l’interlocuzione stessa, un ritmo rizomatico di espressione, mai un cerchio ma al massimo un poligono, preferibilmente il percorrere una cartografia universale, e per ogni lato una via di fuga. Ed è qui che l’interlocutore diviene coautore.
Diversissima l’impressione di questa mia seconda lettura. I Dia- logues li ho sperimentati questa volta come una nuova trasfigura- zione deleuziana, un consistente passaggio del suo pensiero: me- glio, come il libro del suo “divenire-donna”. Claire Parnet si pre- sta al gioco, lo sollecita, annulla per parte sua ogni parvenza della macchina binaria che dovrebbe registrare il dialogo: e questo libro di Gilles Deleuze è un “divenire Claire”, ma nello stesso tempo un divenire dentro tutte le facce dell’universo familiare femminile di Deleuze, “divenire Fanny”, “divenire-Josephine la souris”… Que- sti dialoghi sono il “divenire-donna” declinato dentro la letteratura, dentro la psicoanalisi, dentro il metodo, dentro la politica. Ma che cos’è il “divenire-donna”?
L’idea del divenire-altro si elabora in Deleuze dentro quello straordinario laboratorio di eversione della fenomenologia e dello strutturalismo che è il suo pensiero prima del ’68, quando viene in- ventata questa formidabile via di dissoluzione del trascendentali- smo dei moderni che consiste nello svuotarlo dall’interno, dando alla differenza, alla sua intensità la possibilità di farsi consistente nel divenire.
Il divenire non è più flusso o mediazione ma produzione e composizione. È un pensiero (ed una sperimentazione) della differen- za che diventa-altro. Ed è questo, proprio questo, che Foucault riconosce come segno di quella filosofia futura che “sarà deleuziana”. Ma questa scoperta deleuziana, questo disegno post-struttu- ralista attendeva un altro passaggio per divenire praticabile, per sviluppare la sua produttività: “il divenire-Félix” del lavoro di Gilles. È fra L’anti-Edipo e Mille piani che la nuova possibile cartografia del desiderio è investita da un flusso di realtà. La differenza e l’immanenza deleuziane si trasformano, nel “divenire-Félix”, in una formidabile macchina di essere affermativo.

Ti potrebbe interessare…