Psicoanalisi e rivoluzione

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Ian Parker David Pavón-Cuéllar

pp. 177
Anno 2021 (settembre)
ISBN 9788869481987

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Descrizione

Ian Parker e David Pavón-Cuéllar
Psicoanalisi e rivoluzione
Psicologia critica per i movimenti di liberazione
Postfazione di Pietro Bianchi
Traduzione di Enrico Valtellina

Cosa c’è di rivoluzionario nella psicoanalisi, e perché qulli di noi interessati alla prassi politica dovrebbero prenderla sul serio? Questo manifesto è un argomento per collegare la trasformazione sociale con la liberazione personale, mostrando che i due aspetti del cambiamento profondo possono essere intimamente collegati usando la psicoanalisi. Il manifesto esplora ciò che sta al di là di noi, ciò che continuiamo a ripetere, ciò che ci spinge e ci porta a rimanere gli stessi e a cambiare, e come questi fenomeni vengono trasferiti nello spazio clinico. Questo libro non è acritico nei confronti della psicoanalisi, e la trasforma in modo che i movimenti di liberazione possano trasformare il mondo.

“C’è un modo per far convergere un’analisi critica della società e la pratica dell’inconscio in una sorta di discorso comune? Un modo che ci permetterebbe di dire che la psicoanalisi, con buona pace dei lacaniani conservatori, sia una partica che di per sé guarda a una politica emancipatrice ed egualitaria?” (Pietro Bianchi)

Ian Parker è uno psicoanalista che lavora a Manchester, nel nord dell’Inghilterra. È marxista e membro di diversi gruppi e campagne di sinistra. Gran parte del suo lavoro accademico si è occupato di scrivere e promuovere versioni di “psicologia critica”, modi diversi di sviluppare alternative teoriche alla psicologia tradizionale e iniziative pratiche per affrontare il disagio umano.
David Pavón-Cuéllar è professore nelle facoltà di psicologia e filosofia dell’Universidad Michoacana de San Nicolás de Hidalgo, nella città di Morelia, stato di Michoacán, Messico. È marxista e partecipa a collettivi della sinistra radicale in Messico. Il suo lavoro accademico si sviluppa tra psicoanalisi lacaniana, teoria marxista e psicologia critica.

Rassegna stampa

UN ASSAGGIO

Indice

7 Prefazione

Psicanalisi; Rivoluzione

15 1. Introduzione. Miseria, dialettica e liberazione

Sintomi della miseria come fenomeni storici; La psicoanalisi è dialettica, non è psicologia né psichiatria; La liberazione nella clinica e nella cultura

42 2. Inconscio. Alienazione, razionalità e alterità

Alienazione e senso comune; La razionalità nella trappola dell’Io; Alterità, della psicoanalisi

68 3. Ripetizione. Storia, coazione e libertà

Storie di fallimento; Coazione e sintomo; Libertà di ripetere e fallire meglio

92 4. Pulsioni. Corpo, cultura e desiderio

Corpi, di vita e morte; Cultura, del sesso e altro; Desiderio, di altri

115 5. Transfert. Potere, resistenza e analisi

Il potere, nella e della clinica; Resistenza, nella e della clinica; Analisi, del potere e della resistenza

140 6. Trasformazione soggettiva. Tempo per comprendere e momenti per l’azione

Storia e tempo rivoluzionario; Falsi futuri promessi dalle professioni psy terapeutiche; Transizioni, nel mondo e nella psicoanalisi

161 Letture di base

Psicoanalisi; Psicologia critica; Politica

169 Postfazione
Il silezio dell’antagonismo psicoanalitico
di Pietro Bianchi


 

Prefazione

Questo manifesto è rivolto ai movimenti di liberazione per un mondo migliore. È scritto per, e indirizzato a, individui e gruppi che lottano contro la realtà oppressiva, sfruttatrice e alienante del nostro tempo. Riguarda l’interrelazione tra questa miserabile realtà esterna della vita attuale e le nostre vite “interne”, ciò che possiamo chiamare la “nostra psicologia”, ciò che sentiamo nel profondo “dentro di noi”, che sembra rassegnarsi troppo spesso alla realtà o, speriamo, ribellarsi a essa. Abbiamo bisogno di ribellarci, per il bene degli altri e per noi stessi.
A volte abbiamo la sensazione che la nostra ribellione non possa uscire da dentro di noi, liberarsi e trasformarsi in azione. È come se fosse qualcosa che ci divora dentro e che può compromettere seriamente la nostra vita. Allora ci può venir detto che abbiamo un disturbo psicologico.
Molti dei nostri problemi vengono ridotti a livello della psicologia individuale dalla società, dalla cultura di massa, dai media e da professionisti addestrati a fare proprio questo: psicologi, psichiatri e altri professionisti “psy”. I problemi sembrano essere “psicologici”, ma non lo sono. Come possiamo ripoliticizzarli? Come possiamo combattere “fuori” contro le radici di ciò che sentiamo “dentro”?
La relazione tra il mondo personale “interno” e quello sociale “esterno” è cruciale per i movimenti di liberazione. Ecco perché questi movimenti possono trarre beneficio dalla psicoanalisi, che ha passato più di un secolo a cogliere l’intima interconnessione tra la realtà e ciò che si sente nel più profondo e insondabile di ognuno di noi. Dobbiamo comprendere la natura di questa interconnessione, con l’aiuto di diversi approcci, compresi quelli della psicoanalisi, per lottare contro ciò che ci opprime, ci sfrutta e ci aliena, ma anche per costruire un’alternativa pratica al capitalismo, al sessismo, al razzismo e alle nuove forme di colonialismo.