Michel Foucault

 10.00

Paul Veyne

pp. 117
Anno 2023 (febbraio)
ISBN 9788869482502

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Descrizione

Paul Veyne
Michel Foucault
La storia, il nichilismo e la morale
a cura di Massimiliano Guareschi

A partire dal comune insegnamento al College de France, Paul Veyne strinse un forte legame di amicizia con Michel Foucault, del quale divenne, soprattutto negli ultimi anni di vita del grande filosofo francese, il referente privilegiato.
In questo volume sono raccolti alcuni contributi che Veyne, nel corso degli anni, ha dedicato all’opera dell’amico.
In Foucault rivoluziona la storia, definito da più parti come una delle analisi più rigorose e interessanti dell’opera foucaultiana, Veyne tematizza le novità introdotte dall’autore di Sorvegliare e punire nell’approccio alla storia. Più caratterizzati in senso affettivo sono L’ultimo Foucault e la sua morale, Foucault e il superamento del nichilismo e la conversazione con Catherine Darbo-Peschanski. In essi, all’attento vaglio di alcuni rilevanti nodi problematici, quali appunto la morale e il nichilismo, si unisce il proposito di tracciare un profilo dell’uomo Foucault, colto, sulla scia del ricordo personale, in alcuni momenti della sua vita.

“Mi sembra che la grandezza dell’opera di Foucault stia nell’essere riuscita a sistematizzare delle intuizioni che fanno parte del buon senso della nostra epoca e che molti di noi, di pari sensibilità intellettuale, sentono, intuiscono, sanno, ma non riescono ad articolare in modo coerente” (Paul Veyne).

Paul Veyne (1930-2022) è stato un archeologo e storico francese. Già allievo dell’École normale supérieure e membro dell’École française di Roma dal 1955 al 1957, fu professore del Collège de France a Parigi, dove ha insegnato dal 1975 al 1998 e di cui, dal 1999, è stato professore onorario.Tra le sue opere: Come si scrive la storia (Laterza, 1973); Il pane e il circo. Sociologia storica e pluralismo politico (il Mulino, 1984); I Greci hanno creduto ai loro miti? (il Mulino, 1984); Foucault. Il pensiero e l’uomo (Garzanti, 2010).

RASSEGNA STAMPA

UN ASSAGGIO

Indice

7 1. Foucault rivoluziona la storia

69 2. L’ultimo Foucault

83 3. Foucault e il superamento (o compimento)
del nichilismo

89 4. Foucault

113 Nota del curatore


 

Nota del curatore

In questo volume sono raccolti tre saggi che Paul Veyne, classicista la cui fama esime da ogni presentazione, dedicò all’opera di Michel Foucault. All’opera e all’uomo. Paul Veyne e Michel Foucault furono infatti legati da una forte amicizia. Si erano conosciuti negli anni dei comuni studi parigini. Poi le loro strade si erano divise per quindici, forse vent’anni. L’insegnamento al Collège de France offrì l’occasione per rinnovare quella conoscenza e per trasformarla in una frequentazione più assidua, in un’amicizia di cui lo stesso Paul Veyne parla in alcune delle più belle pagine di Il quotidiano e l’interessante e in diversi passaggi dei saggi qui raccolti. Sono gli anni in cui Foucault lavora alla sua “Storia della sessualità”, e Paul Veyne è non solo l’amico ma anche il referente privilegiato per l’esplorazione del mondo classico necessaria alla stesura dei primi volumi, gli unici portati a termine. Per Paul Veyne, storico alle prese con questioni epistemologiche – come si scrive la storia? – Foucault è l’incontro che rilancia questioni lasciate in sospeso, che sollecita a criticare quanto già scritto (Il pane e il circo) o a definire nuove latitudini problematiche (I Greci hanno creduto ai loro miti?). Con le sue parole: “Quando ho cominciato a leggere Foucault, ho visto gli alberi, ma non la Foresta. Mi sono detto: ‘Foucault fa dello storicismo, pensa che tutto sia storico. Noi altri, alla scuola delle ‘Annales’ pensavamo la stessa cosa’. Non mi ero accorto che il libro andava radicalmente in fondo alla foresta, né fin dove si conficcasse il bisturi. Ritenevo dunque (e con me penso molti altri storici) che Foucault non avesse detto, tutto sommato, più di quanto tutti noi storici pensavamo, cioè che tutto è storico, senza spingersi oltre. Non mi ero accorto che era stata introdotta una sistematizzazione che costituiva un grande spartiacque nel pensiero” (Paul Veyne, Il quotidiano e l’interessante, trad. it. di M. Sozzi, La Nuova Italia, Firenze 1998, p. 128).
Venendo ai saggi raccolti in questo volume, Foucault rivoluziona la storia, steso nell’aprile del 1978, fu pubblicato come appendice all’editio brevis di Comment on écrit l’histoire uscita tascabile, in quello stesso anno, e non compare nell’edizione italiana di Come si scrive la storia, uscita nel 1973 (solo alcune parti sono state tradotte, a cura di Alessandro Dal Lago, in “aut aut”, 181, 1981). Vista la data di stesura del contributo, l’opera di Foucault su cui si esercita la fatica interpretativa di Paul Veyne non è comprensiva degli ultimi due volumi della “Storia della sessualità”, L’uso dei piaceri e La cura di sé, che videro la luce nel 1984. Definito da Gilles Deleuze come il più riuscito studio su Foucault e la storia, il lungo saggio di Paul Veyne si presenta come un tentativo di superare la miopia che rendeva percepibili gli alberi ma non la foresta, valutando la reale portata euristica di concetti quali “pratica” e “discorso”, spesso soggetti a letture e usi superficiali e fuorvianti.
La lacuna che la cronologia imponeva al saggio del 1978, viene in qualche modo colmata dai restanti due saggi, collocati nel periodo immediatamente successivo alla scomparsa di Foucault. Se nel contributo su Foucault e la storia lo sguardo analitico si rivolgeva soprattutto ad opere quali L’archeologia del sapere e Le parole e le cose, in L’ultimo Foucault e la sua morale e Foucault e il superamento (o compimento) del nichilismo al centro dell’attenzione è l’ultima produzione foucaultiana, a cui vengono poste domande che poco hanno a che vedere con il problema della conoscenza storica. In gioco sono la morale e l’agire umano nell’età del disincanto: il lavoro sul sé, così come è stato pensato e praticato da Foucault, indica una possibile via.
L’ultimo Foucault e la sua morale fu pubblicato in un numero speciale di “Critique” (471-472, 1986, pp. 933-941) interamente dedicato a Foucault. Per completezza, sullo stesso tema va ricordato anche, tradotto da Alessandro Dal Lago, È possibile per Foucault una morale?, apparso in “aut aut” 208, 1985 e nel volume, a cura di Pier Aldo Rovatti, Effetto Foucault (Feltrinelli, Milano 1988). Foucault e il superamento (o compimento) del nichilismo riproduce la comunicazione tenuta da Paul Veyne al convegno internazionale Michel Foucault philosophe (1988) e raccolta nell’omonimo volume (Éditions du Seuil, Paris 1989, pp. 399-402).

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