L’integrità dell’intellettuale

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Giuseppe Muraca

pp. 160
Anno 2022 (gennaio-febbraio)
ISBN 9788869482106

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Descrizione

Giuseppe Muraca
L’integrità dell’intellettuale
Scritti su Franco Fortini

Franco Fortini è stato uno dei maggiori intellettuali italiani ed europei della seconda metà del Novecento. Nato a Firenze nel 1917 e morto a Milano nel 1994, nel corso della sua attività ha partecipato ad alcune delle imprese intellettuali più rappresentative della sinistra critica ed eterodossa del suo tempo (basta pensare alle riviste “Il Politecnico”, “Ragionamenti”, “Officina”, “Quaderni piacentini”, alla casa editrice Einaudi ecc.). Polemista, critico letterario (anche se questa definizione gli sta abbastanza stretta), saggista, traduttore e organizzatore culturale, Fortini è stato anche uno dei più importanti poeti della sua generazione (che conta personalità di grande rilievo come Sereni, Luzi, Zanzotto, Pasolini, Roversi, Giudici). Da Foglio di via (1946) a Composita solvantur (1994), i suoi libri di saggistica e di poesia hanno scandito, con calcolata e regolare cadenza, le diverse fasi del secondo dopoguerra, contribuendo in maniera determinante al rinnovamento della cultura italiana e del pensiero marxista.
In questo libro, che raccoglie diversi contributi maturati nel corso degli anni, Giuseppe Muraca attraversa e interroga con passione alcuni dei momenti più significativi del lavoro culturale e letterario di uno dei più grandi scrittore e intellettuali del Novecento.

Giuseppe Muraca è critico letterario e saggista. Ha fondato e diretto la rivista “L’utopia concreta” e ha fatto parte della direzione delle riviste “InOltre” e “Per il ’68” e della redazione del giornale “Ora locale”. Ha pubblicato vari libri, tra cui Utopisti ed eretici nella letteratura italiana contemporanea (Rubbettino 2000), Luciano Bianciardi, uno scrittore fuori dal coro (Centro di Documentazione di Pistoia 2011), e per i nostri tipi: Piergiorgio Bellocchio e i suoi amici (2018) e Passato prossimo (2019), Il giovane Palazzeschi (2021). Ha collaborato e collabora a numerosi giornali e riviste, tra cui “il manifesto”, “Lotta continua”, “Il Grandevetro” e “Dalla parte del torto”.

RASSEGNA STAMPA

UN ASSAGGIO

Breve premessa

Franco Fortini è stato uno dei più importanti intellettuali e scrittori italiani ed europei della seconda metà del Novecento. Nato a Firenze nel 1917 e morto a Milano nel 1994, nel corso della sua attività ha partecipato ad alcune delle imprese intellettuali più rappresentative del suo tempo (basta pensare alle riviste “Il Politecnico”, “Ragionamenti”, “Officina”, “Quaderni piacentini”, la casa editrice Einaudi, ecc.). Anche se è stato iscritto al Partito socialista dal 1944 al 1957, egli non è stato un intellettuale organico. Se c’è un concetto che in qualche modo può rendere l’idea della sua personalità è quello dell’“ospite ingrato”. Per riprendere un’affermazione contenuta nella Prefazione alla seconda edizione dei Dieci inverni, nella sua opera si può individuare un “movimento costante: quello del separare e del dividere”. Nel corso della sua vita Fortini non ha mai ceduto al compromesso e alla conciliazione, non ha mai collaborato al potere costituito. Questo atteggiamento lo ha posto in continuo conflitto non soltanto con il sistema dominante, ma anche con i suoi “vicini”, un atteggiamento che lo ha spesso condannato all’emarginazione e all’isolamento. Resta proverbiale la sua polemica con Pasolini, una sorta di alter ego con cui è nato un profondo contrasto politico durato un ventennio. Al di là del significato e del valore delle sue varie opere, c’è un motivo conduttore che le ispira, le attraversa e le collega: la riflessione sul ruolo degli intellettuali e dello scrittore nella società del Novecento e il loro impegno per la costruzione di una nuova società, di una società socialista. Per molti la sua colpa è stata quella di essere stato un marxista critico ed eterodosso e un comunista eretico; ma per me deriva proprio da questo aspetto la sua singolarità e la sua esemplarità. E persino negli ultimi anni, quando ormai la storia aveva preso una direzione diversa da quella sperata, egli si è mantenuto fedele, con grande coerenza e integrità morale, a questa scelta radicale.
Gli articoli e le note qui raccolti sono stati scritti nell’ultimo trentennio: i più vecchi (Cultura, letteratura e impegno politico nei Dieci inverni, Fortini e Pasolini e Il poeta di nome Fortini) sono stati rivisti e in parte modificati.

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