La produzione della devianza

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Alessandro Dal Lago

pp. 128
Anno 2022 (maggio)
ISBN 9788869482335

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Descrizione

Alessandro Dal Lago
La produzione della devianza
Teoria sociale e meccanismi di controllo

“Credo che oggi, esattamente come vent’anni fa, il lavoro teorico ed empirico sulle devianze vecchie e nuove debba sfuggire alle pretese della terminologia positivistica delle scienze sociali e soprattutto dei meccanismi politico-morali che esse innescano. Così, un lavoro sulle scienze dell’immigrazione potrebbe mostrare, allo stesso modo in cui Foucault ha decostruito le idee di razza e di nazione, come il linguaggio ‘tecnico’ della demografia, della sociologia, delle relazioni internazionali, ecc. travesta spesso la preoccupazione profonda di inferiorizzare i migranti, di tenerli a distanza, di farne dei non-cittadini. In questa prospettiva, il saggio che viene riproposto non è che una prima lettura, inevitabilmente parziale, delle procedure con cui le moderne scienze hanno contribuito a spoliticizzare l’esperienza”.
“Sono convinto, oggi come ieri, che i discorsi sociologici (e criminologici) sulla devianza non debbano essere trattati tanto come ipotesi scientifiche su certi aspetti della realtà sociale, quanto e soprattutto come dispositivi che costituiscono il proprio oggetto in base a strategie che hanno a che fare con il potere” (dalla Prefazione alla seconda edizione del 2000).

Alessandro Dal Lago (2 settembre 1947-26 marzo 2022) è stato docente di Sociologia dei processi culturali all’Università di Genova e ha pubblicato diversi libri e saggi di argomento sociologico e filosofico e ha curato, tra l’altro, l’edizione italiana di opere di Hannah Arendt e Michel Foucault. Si è occupato in particolare di esclusione, fenomeni migratori e conflitti globali. Ricordiamo, in modo del tutto arbitrario, Non-persone (Feltrinelli, 2004), Le nostre guerre (manifestolibri, 2010), Polizia globale (ombre corte, 2003) e Insofferenze. Saggi critici sulla cultura contemporanea (Prospero editore, 2021).

RASSEGNA STAMPA

UN ASSAGGIO

Indice

7 Prefazione alla seconda edizione (2000)

29 Nota

33 Introduzione

49 1. La nascita della patologia sociale

1. Il paradigma sociale; 2. La normalità introvabile; 3. La necessità della devianza

79 2. Devianze e conflitti

1. L’introiezione della devianza; 2. La crisi del modello sociologico classico; 3. L’emergere dei conflitti

113 3. Le trasformazioni dell’ordine

1. Crisi di legittimazione e devianza; 2. Conclusioni: la teoria sociale e il mito della devianza


 

Prefazione alla seconda edizione

1. Il saggio qui presentato è stato scritto vent’anni fa. I due decenni trascorsi dalla pubblicazione ne mettono facilmente in evidenza i difetti, tra cui le lacune bibliografiche, uno stile spesso faticoso e, come vedremo, qualche semplificazione di troppo. Perché allora ripubblicarlo, accogliendo la gentile proposta dell’editore? Perché non ho cambiato sostanzialmente idea sul tema trattato, mi riconosco nell’intenzione metateorica (politica, se vogliamo) da cui questo testo è nato e quindi ne ritengo ancora valido l’impianto. In altre parole, sono convinto, oggi come ieri, che i discorsi sociologici (e criminologici) sulla devianza non debbano essere trattati tanto come ipotesi scientifiche su certi aspetti della realtà sociale, quanto e soprattutto come dispositivi che costituiscono il proprio oggetto in base a strategie che hanno a che fare con il potere. Un’idea tipicamente foucaultiana, che rivendico proprio in un momento in cui ben pochi parlano di potere e soprattutto tentano di riprendere le analisi storico-politiche di Foucault.