Dono e desiderio

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Alessia Fiorillo

pp. 160
Anno 2022 (gennaio)
ISBN 9788869482151

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Descrizione

Alessia Fiorillo
Dono e desiderio
L’associazionismo tra volontariato e lavoro

L’associazionismo nasce con le lotte per il miglioramento delle condizioni di lavoro e affonda le sue radici nel concetto moderno di solidarietà, su cui si fondano le costituzioni europee del Novecento. Universo variegato e complesso, accoglie le pratiche del volontariato e si avvicina al lavoro sociale, affiancandosi alle istituzioni per diventare un fattore insostituibile del sistema di welfare. Al suo interno, si sono consolidati progetti di innovazione sociale che hanno favorito il processo di professionalizzazione del lavoro di relazione.
In questo contesto, la Riforma del Terzo Settore del 2016, ha messo in luce potenzialità e contraddizioni che emergono con forza nel contatto diretto con le associazioni. Volontariato e lavoro, dono e professionalità, gratificazione personale e formazione specialistica si compenetrano e rinsaldano la coesione sociale in nome di valori che oltrepassano la vita individuale. In un periodo di disoccupazione crescente, l’associazionismo offre solidarietà, empatia, reti sociali salde e in costante movimento; a fronte di un valore di legame, stabile e condiviso, l’analisi delle pratiche dimostra tuttavia che l’associazionismo antepone il valore del dono al diritto del lavoro.
Il saggio esamina le proposte delle associazioni inscrivendole nell’orizzonte di crisi delineato da Ernesto De Martino e si affida all’analisi della metamorfosi del lavoro condotta da André Gorz, per avventurarsi nello studio delle pratiche associative attraverso la lente scientifica della letteratura antropologica sul dono. Il dibattito sul rapporto tra dono e strutturazione del sistema di welfare, che si dispiega nelle pagine de “La Revue du Mauss”, restituisce il dialogo tra antropologia e sociologia su un tema, quello del lavoro, che è all’origine della fondazione di entrambe le discipline accademiche nella scuola francese.

Alessia Fiorillo è Dottore di ricerca in Antropologia e Etnologia. Ha fatto ricerca su educazione interculturale e migrazioni, si interessa di etnopsichiatria e si occupa dei modelli di intervento nei servizi sociali. Numerose sono le sue pubblicazioni sul lavoro nei servizi sociali, sulla cura, sugli psicofarmaci e sui processi di innovazione sociale.

 

RASSEGNA STAMPA

UN ASSAGGIO

Indice

7 Prefazione

1. L’associazionismo in tempi di crisi; 2. L’ethos del trascendente e il lavoro: Ernesto De Martino e André Gorz; 3. La rinascita di una possibilità di riscatto

Parte Prima. Esplorazioni teoriche

25 Capitolo primo. Il volontariato e l’associazionismo

1. L’attività di volontariato e l’ambiguità del dono; 2. La circolazione del dono: il legame sociale tra solidarietà e gerarchia; 3. Il dono tra gerarchia e astrazione sovraindividuale

61 Capitolo secondo. Il dono e il lavoro nel sistema di welfare

1. Il dono tra pratiche di scambio e mediazione della moneta; 2. André Gorz e la metamorfosi del lavoro; 3. Il volontariato e il lavoro: le contraddizioni del “dono moderno”

Parte seconda. Risonanze locali

107 Premessa

115 Capitolo primo. Le emozioni come strumenti di trasformazione sociale

1. La ricerca sul campo: l’Umbria; 2. Gioia e desiderio: ricostruire il tessuto sociale; 3. La relazione affettiva: il potere dello scambio e la condivisione; 4. L’attività associativa tra convivialità e utopia concreta

138 Capitolo secondo. L’obbligo morale del volontario

1. Il volontariato come dono; 2. Le ambiguità delle pratiche associative; 3. Il servizio civile: dall’obiezione di coscienza al volontariato internazionale; 4. Il dono verso la comunità astratta e lo Stato

168 Conclusioni. Il dono alle generazioni future e l’orizzonte internazionale

175 Bibliografia


 

Prefazione

L’associazionismo, luogo di intersezione tra scelte individuali e società civile, nasce con le lotte per il miglioramento delle condizioni di lavoro e affonda le sue radici nel concetto moderno di solidarietà, posto a fondamento delle costituzioni europee del Novecento. Mondo variegato e complesso, accoglie le pratiche del volontariato e si avvicina al lavoro sociale, affiancando le istituzioni. Inserito stabilmente nel welfare, favorisce l’innovazione e la professionalizzazione del lavoro sociale. Il percorso di riforma del Terzo settore ha messo in luce potenzialità e contraddizioni che emergono con forza nell’etnografia.
Volontariato e lavoro, dono e professionalità, gratificazione personale e formazione specialistica si compenetrano e rinsaldano la coesione sociale in nome di valori che oltrepassano la vita individuale e iscrivono le pratiche quotidiane in un orizzonte di valori condivisi. In un periodo di disoccupazione crescente, l’associazionismo offre solidarietà, empatia, reti sociali salde e in costante movimento. A fronte di un valore di legame, stabile e condiviso, l’analisi delle pratiche dimostra che l’associazionismo antepone il valore del dono al diritto del lavoro, favorendo il processo di erosione dei diritti e la stabilizzazione di forme di sfruttamento lavorativo.
Attraverso le pratiche associative, la sofferenza individuale viene re-inscritta in un orizzonte collettivo di senso che conferisce un significato sovra-individuale all’esperienza personale. Gioia, benevolenza e sofferenza, condivise nel gruppo attraverso le attività associative, sono alla base di un desiderio di scambio relazionale che è esso stesso la forma moderna del dono, posta a fondamento del tessuto sociale. Le contraddizioni esplodono non tanto a livello di attività associativa o di elaborazione collettiva delle emozioni, quanto all’interno del mondo del lavoro dove tale condivisione, necessaria e pervasiva nella vita individuale, rischia di produrre un rito di passaggio all’età adulta che rimane per lo più incompiuto. Se al livello di ingresso nel mondo del lavoro si rischia una progressiva stabilizzazione delle forme di sfruttamento e asservimento, a livello di attività politica tali forme risultano indebolite da un contesto che rafforza i processi di esclusione con costi altissimi anche in termini di vite umane.
Nel corso delle due fasi di ricerca condotte in Umbria, lo studio di casi profondamente diversi, per dimensioni e obiettivi, ha evidenziato il ruolo delle pratiche associative nel passaggio all’età adulta. L’iscrizione delle regole nel corpo individuale si configura come educazione al lavoro attraverso il servizio civile, che tuttavia stabilizza una correlazione ambigua tra volontariato e lavoro. La gratificazione personale e il desiderio di condivisione, che sono alla base dell’attività di volontariato, fondano un’etica del volontariato obbligatorio che si avvicina alle forme idealizzate del lavoro, confondendo definitivamente il percorso di formazione con la promessa di un lavoro futuro perfettamente aderente ai propri desideri.
L’identità personale si salda al lavoro volontario e oscilla tra volontariato e lavoro, ma non rinuncia mai ad un orizzonte valoriale che trascende il sé nella relazione con l’altro, nel rispetto delle regole dello Stato e perfino nella difesa del pianeta attraverso pratiche economicamente etiche e sostenibili. La dimensione sovraindividuale, messa in crisi dalle apocalissi del Novecento, trova nell’associazionismo una configurazione, ampia e variegata, a cui attingere per trovare il proprio posto nel mondo e una possibilità di riscatto dalle aporie contemporanee. La crisi ambientale diventa la rappresentazione simbolica e onnicomprensiva della fine del mondo e le relazioni sono rivalutate come strumento efficace per dare un nuovo senso alla convivenza civile.
La rappresentazione delle apocalissi culturali di Ernesto De Martino offre una griglia interpretativa utile nell’analisi dei grandi temi affrontati dalle pratiche associative, mentre l’opera di André Gorz suggerisce di ancorare la possibilità di riscatto alla metamorfosi del lavoro. Il lavoro diventa espansione del sé, le pratiche collettive sono uno strumento condiviso di trasformazione sociale e le relazioni affettive garantiscono l’avvio di un percorso di costruzione di un nuovo mondo possibile. Il saggio si inscrive nell’orizzonte delineato da Ernesto De Martino e André Gorz per avventurarsi nell’analisi delle pratiche associative attraverso la lente scientifica della letteratura antropologica sul dono. Il dibattito scientifico, che si dispiega nelle pagine de “La Revue du Mauss”, restituisce il dialogo tra antropologia e sociologia su un tema, quello del lavoro, che è all’origine della fondazione di entrambe le discipline accademiche nella scuola francese.

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