Carburanti

 16.00

Karen Pinkus

pp. 177
Anno 2021 (25 febbraio)
ISBN 9788869481758

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Descrizione

Karen Pinkus
Carbranti
Dizionario per un pianeta in crisi

Un saggio in veste di dizionario, dalla A di Acqua alla Z di Zyklon B, Carburanti parla di una gran quantità di “cose” capaci di produrre energia, alcune reali e impiegate ogni giorno, altre verosimili o, come il dilitio di Star Trek, appartenenti al puro campo dell’immaginazione. Gli attuali sogni legati all’energia green – rinnovabile, pulita, addirittura gratuita… – e gli incubi di una modernità costruita sullo sfruttamento di carburanti dal devastante impatto sociale ed ecologico sono messi a confronto passando al vaglio una vasta letteratura che comprende testi poetici e narrativi di vari secoli e autori (Omero, Apollonio Rodio, Verne, Zola, Calvino e Pasolini tra gli altri), trattati scientifici, teorie filosofiche (dall’antichità a Hegel, da Bataille ad Agamben e Negri), documenti storici come le gustose proposte che inventori fai-da-te inviavano a Henry Ford per cercare di “vendergli” i loro carburanti prodigiosi.
Un libro sperimentale che ci spinge ad abbandonare false speranze nel futuro delle energie non-fossili, tentando al contempo di immaginare nuove possibili traiettorie di sopravvivenza su un pianeta in forte crisi. Carburanti intende sfidare il lettore invitandolo a ripensare il rapporto tra “sostanze” e “sistemi energetici” nell’età del cambiamento climatico.

Karen Pinkus, Docente di letteratura italiana e comparata alla Cornell University (Ithaca, New York), è autrice di numerosi studi di critica letteraria e cinematografica, scienze umane ambientali (environmental humanities) e arte. In Italia ha scritto su argomenti culturali per “il manifesto” e “Il giornale dell’architettura”. È redattrice della rivista “Diacritics”.

RASSEGNA STAMPA

UN ASSAGGIO

Introduzione all’edizione italiana

Quel che segue è un dizionario di carburanti – alcuni noti a tutti e di uso comune, altri immaginari; alcuni plausibili, altri che sono roba da fantascienza. Come in ogni dizionario, chi legge è libera, o libero, di affrontare una sola voce, scegliersi un percorso, seguire l’ordine dalla A alla Z. Oppure, lasciare il libro sullo scaffale senza manco aprirlo.
Cosa accadrebbe se potessimo alimentare il nostro mondo, ottenere la potenza necessaria per farlo funzionare, con risorse energetiche libere, pulite, illimitate come l’acqua o l’aria? Ecco che abbiamo già impiegato due termini – energia e potenza – che presuppongono l’esistenza di un sistema. L’energia è la capacità fondamentale di compiere un lavoro. La potenza misura la quantità di energia impiegata. I carburanti, che è mia intenzione distinguere dai sistemi energetici, sono potenzialità – ossia, forze in potenza: una nozione complessa e controversa su cui tornerò a più riprese – che forse scorrono da qualche parte, o se ne stanno intrappolate nella roccia, allo stato di gas e invisibili, sfuggenti o malsane, non ancora irrigidite nella forma di combustibili. Potenzialità forse già scoperte, monetizzate, prospettate nella forma di futuri guadagni, o forse bilanciate da imposte e azioni risarcitorie, esternalizzate dalle compagnie energetiche, messe a sconto dai modelli climatici mentre ancora giacciono nel sottosuolo.
Dunque cos’è (un) carburante, distinto, in particolare, da (forme di) energia anche se, nel parlare quotidiano, i due termini si mischiano? La parola impiegata nel mondo anglosassone, fuel, discende dall’antico inglese feuel, e dal francese fouaille o feuaile, che a sua volta deriva dall’antico francese foaile, usato all’inizio del xiv secolo per indicare un fascio di legna da ardere. Andando ancora più indietro, foaile viene da un termine del diritto latino, focalia, concernente il diritto di domandare del materiale utile per accendere il fuoco; per andare, cioè, a procurarsi carburante. Questo diritto, ciò che Marx chiama “diritto consuetudinario” del povero, verrà duramente messo in discussione nel periodo di transizione verso il capitalismo. Focalia è il neutro plurale del latino focalis, ciò che ha a che fare col focolare, da focus. Si ricordi che il greco, il latino stesso e poi le lingue romanze, possiedono altre parole per dire la materia che ha a che fare col fuoco, in primo luogo pyr, pyròs (per il greco) e ignis (per il latino). Inoltre la parola italiana “carburante” deriva dal latino carbo, che significa carbone di legna e viene dalla stessa radice indoeuropea, *ker-, “bruciare”, da cui deriva anche l’antico termine inglese hearth, “focolare”.

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