a cura di E. Bordin e S. Bosco
A fior di pelle
Bianchezza, nerezza, visualità
 
pp. 301
€ 25,00
isbn 9788869480645

il libro
Non è facile definire che cosa sia la "razza", anche se la maggior parte di noi concorda nel ritenere che consista in qualcosa che possiamo vedere, cioè un aspetto dell'identità scritto nel corpo e in particolare sulla pelle. Tra i tratti fisici che la segnano (e l'assegnano), è infatti il colore della pelle a costituire, nella cultura occidentale, il marcatore razziale per eccellenza. Ma è davvero così? È a partire da questo interrogativo che il volume intende esplorare il nesso fra razza e visualità, indagando come le pratiche del vedere determinino la nostra percezione della "bianchezza" e della "nerezza".
Contravvenendo a un'idea secondo cui la razza sembra "naturalmente" percepibile attraverso la visione, i saggi qui raccolti si assumono il compito di indicare come la visualità e la percezione della razza (e della nerezza come suo identificatore principale) siano il prodotto delle condizioni storiche e spaziali nelle quali si inscrivono. Attraversando l'ampio spettro delle scienze umane e analizzando testi, film e graphic novels che spaziano dall'Africa all'America all'Italia, essi dimostrano come la determinazione della razza e dei processi visuali che contribuiscono a "connotarla" siano il prodotto di dinamiche complesse che attraversano mezzi espressivi e contesti nazionali differenti. La visualizzazione della razza non può più essere considerata semplicemente come un confronto/scontro fra uno sguardo egemonico bianco occidentale e uno sguardo "altro"; essa deve essere intesa, invece, come un processo di negoziazione fra diversi soggetti del "vedere", dal quale nascono nuovi paradigmi visuali.

Emilio Berrocal, Elisa Bordin, Stefano Bosco, Giulia D'Agostini, Leonardo De Franceschi, Nicole Fleetwood, Annalisa Frisina, Gaia Giuliani, Camilla Hawthorne, Jordanna Matlon, Vincenza Perilli, Tatiana Petrovich Njegosh, Farah Polato, Tania Rossetto, Anna Scacchi

i curatori
Elisa Bordin insegna Letteratura Angloamericana all'Università di Trieste ed è assegnista di ricerca presso l'Università di Padova. Fra le sue pubblicazioni, Masculinity & Westerns: Regenerations at the Turn of the Millennium (2014) e, con Anna Scacchi, Transatlantic Memories of Slavery: Reimagining the Past, Changing the Future (2015).
Stefano Bosco ha conseguito il dottorato di ricerca in Anglofonia presso l'Università di Verona con una tesi sul romanzo indiano-americano contemporaneo, e si divide ora fra l'insegnamento scolastico e la ricerca indipendente. Ha pubblicato vari saggi in volume e riviste su argomenti di ambito letterario e cinematografico.



 
Stefano Pontiggia
Il bacino maledetto
Disuguaglianza, marginalità e potere nella Tunisia postrivoluzionaria
 
pp. 229
€ 19,00
isbn 9788869480690

il libro
Questo libro analizza una delle questioni chiave del processo che ha portato all'allontanamento del dittatore Ben Ali e che è sempre presente nel dibattito pubblico: l'idea secondo cui alcune parti del Paese si siano rivoltate perché marginalizzate, escluse dalla ricchezza e dallo sviluppo. Tra il 2014 e il 2015 l'autore ha vissuto alle porte del deserto allo scopo di rispondere ad alcune domande: che cosa significa essere marginalizzati in Tunisia? Come si riproduce giorno per giorno? Quale peso ha avuto nella storia recente, non solo del Paese, ma di un'intera regione? Ciò che ne emerge è un ritratto approfondito del modo in cui la presenza dello Stato, le relazioni di potere a livello locale, la struttura sociale e la gestione del territorio concorrono a riprodurre e consolidare disuguaglianze, disoccupazione, e una desolante assenza di prospettive. La marginalità, in conclusione, non è un processo di esclusione sociale ma il risultato dell'integrazione di territori e persone in una gerarchia sociale, politica, economica e culturale che privilegia alcuni a discapito di altri.

l'autore
stefano pontiggia è dottore di ricerca in Studi Umanistici e sociali presso l'Università di Ferrara (Scuola di Dottorato in Scienze Umane). Ha compiuto ricerche etnografiche in Italia e Tunisia. I suoi interesse si rivolgono principalmente ai processi di formazione dello Stato, alle disuguaglianze, alle relazioni di potere e alla violenza strutturale, in particolare nei Paesi del Nord Africa.



 



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