Michel Agier et al.
La Giungla di Calais
I migranti, la frontiera e il campo
 
pp. 160
€ 14,00
isbn 9788869480935

il libro
Da aprile 2015 a ottobre 2016, sono stati circa diecimila i migranti che hanno vissuto in condizioni estremamente precarie all'interno della "Giungla" di Calais, accendendo tante passioni, polemiche e timori, ma anche grandi solidarietà. Michel Agier, riconosciuto a livello internazionale per il suo lavoro sui migranti e i rifugiati nel mondo, ha riunito intorno diverse personalità (sociologi, architetti, volontari ...) per cercare di fornire le elementi necessari alla comprendere l'evento Calais - un oggetto politico, mediatico e simbolico inedito. Perché tutta l'indignazione di cui la giungla è stata oggetto, tutte le violenze fisiche e morali contro i suoi abitanti e tutti le solidarietà che l'hanno aiutata a resistere formano un "concentrato" di questioni che attraversano il mondo i oggi, alle prese con la mobilità: come si definisce un "noi" locale, nazionale ed europeo di fronte agli "altri" e a se stessi? Come possiamo reinventare l'ospitalità a partire dai campi? Quale futuro si può inventare in questi luoghi di esclusione ed eccezione che finiscono per assomigliare a occupazioni e a nuovi spazi politici?
gli autori
Michel Agier, antropologo, direttore di studi presso EHESS e ricercatore presso l'Istituto di ricerca per lo sviluppo (IRD), conduce e pubblica ricerche sulla globalizzazione, sui migranti e sulle frontiere da quasi vent'anni. Con il contributo di Yasmine Bouagga (CNRS sociologo), Philippe Wannesson (blogger), Cyril Hanappe (architetto, Scuola di Parigi-Belleville), Mael Galisson (responsabile associativo) e Mathilde Pette (sociologo, Università di Perpignan).



 
Lorena Carbonara
Dances With Stereotypes
La rappresentazione linguistica e visuale dei nativi americani: una prospettiva multimodale
 
pp. 180
€ 16,00
isbn 9788869480911

il libro
Il volume parte da una riflessione sull'assenza e sul silenzio. La figura dell'"indiano", che ha popolato l'immaginario di bambini e adulti a livello transnazionale per decenni, pare essere scomparsa dai grandi e piccoli schermi. Con il declino del cinema western questa icona di celluloide è venuta a mancare, mentre dai circuiti cinematografici indipendenti negli Stati Uniti emergono opere che ritraggono le popolazioni native d'America oggi. Trasformando la secolare tradizione dello storytelling orale in narrazione audiovisiva, queste autoproduzioni intendono decostruire gli stereotipi linguistici e visuali creati e diffusi dal cinema mainstream e puntano alla riappropriazione della sovranità linguistica e visuale da parte della comunità nativa. Dopo una panoramica che illustra gli strumenti d'indagine interdisciplinari utilizzati per l'analisi dei film che costituiscono il corpus, lo studio si concentra sull'approfondimento storico-culturale della cosiddetta "questione indiana", in particolare sulla politica educativa e linguistica in atto nelle boarding schools nel corso del xix secolo. È quindi analizzato il rapporto esistente tra Standard American English e American Indian English e le declinazioni dell'Hollywood "Injun" English e del Rez Accent. Nella parte conclusiva, l'analisi multimodale condotta su alcune sezioni del corpus, composto da produzioni cinematografiche western tra gli anni Trenta e Novanta e autoproduzioni native indipendenti, evidenzia le potenzialità insite nell'operazione di decolonizzazione della/con la lingua e delle/con le immagini.

l'autrice
Lorena Carbonara è ricercatrice di lingua e traduzione inglese presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione dell'Università degli Studi di Bari, dove insegna lingua e traduzione inglese, traduzione audiovisiva e culture letterarie e visuali anglo-americane. Coordina i progetti "Traduzione audiovisiva, saperi interdisciplinari e nuove professionalità" (Future in Research/Regione Puglia) e "Accessibilità, Audience Development e Audiovisual Literacy" (Centro Studi e Ricerche di Apulia Film Commission) ed è componente del gruppo di ricerca internazionale "S/murare il Mediterraneo". Si occupa di inglese come lingua franca (ELF) in contesti migratori, traduzione audiovisiva, Native American Studies, Multimodality e Critical Discourse Analysis.



 



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