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Così lontano, così vicino
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Tattiche mediali per abitare lo spazio
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pp. 157
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€ 15,00
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isbn 978-88-95366-70-8
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il libro
"La maggior parte di chi viaggia, viaggia per tornare indietro", ha scritto Michael de Montaigne. Anche chi scappa, chi fugge deliberatamente, chi se ne va in cerca di una nuova vita, porta con sé il calore della casa che lo ha cresciuto, dei luoghi, degli oggetti, degli odori, dei suoni familiari. Ricominciare in un altro luogo richiede un lungo processo di "colonizzazione" dello spazio ospite, di addomesticamento del nuovo. Una volta abbandonato il proprio spazio domestico, però, è facile sentirsi stranieri, fuori posto, senza casa. Quando siamo in cammino, dispersi dalle guerre, dalla politica o dal desiderio di una vita migliore, come facciamo a sentirci "a casa"? Possiamo, attraverso i media, ricreare almeno un po' del calore di casa: la radiolina, il telefono, il giornale, la videocassetta, il dvd, l'ipod, l'antenna satellitare, Internet.
Questo libro prova a definire il nuovo concetto di "casa" (intesa come home/heimat) prodotto dal mix di globalizzazione e nuovi media e indaga gli usi, le tattiche, le storie di coloro (migranti, turisti, rifugiati) che per qualche motivo - temporaneamente o per sempre - sono costretti a vivere lontano dal proprio paese, dalla propria famiglia, dal proprio universo culturale e fanno di tutto per tornare a casa con ogni mezzo (di comunicazione) possibile.
l'autore
Tiziano Bonini è ricercatore in Linguaggi dell'arte e dello spettacolo alla Iulm, dove è docente di Comunicazione radiofonica. È stato Invited Speaker presso il Department of Television and Radio del Brooklyn College, City University, New York. Attualmente collabora con Radio Popolare e Radio 24 IlSole24Ore. Tra le sue pubblicazioni: La radio nella rete. Storia, estetica, usi sociali (Costa & Nolan, 2006).
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Il comunismo del capitale
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Finanziarizzazione, biopolitiche del lavoro e crisi globale
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pp. 254
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€ 22,00
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isbn 978-88-95366-72-2
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il libro
I testi raccolti in questo volume - introdotti da un nuovo saggio di estrema attualità - sono stati scritti nel corso degli ultimi dieci anni. Il filo rosso che li attraversa è il rapporto tra cambiamento dei modi di produzione, welfare state e finanza, ossia il nesso che lega l'accumulazione capitalistica alla finanziarizzazione, a quel processo di crescente centralità dei mercati borsistici nel capitalismo contemporaneo che, a partire dalla crisi bancaria del 2008, sembra entrato in una fase di lunga stagnazione, di instabilità geopolitica e monetaria e, soprattutto, di disoccupazione e povertà.
Dal fallimento della Lehman Brothers a oggi, la crisi si è infatti notevolmente aggravata e complicata: dagli interventi statali di salvataggio di banche, assicurazioni, istituti finanziari e interi settori industriali, si è passati alla cosiddetta crisi del "debito sovrano", che segna l'entrata dei mercati finanziari nella gestione del debito pubblico. Una sorta di "comunismo del capitale", in cui lo Stato asseconda i bisogni delle banche, delle assicurazioni, dei fondi d'investimento, imponendo la dittatura del mercato sulla società.
È questo l'esito di un ciclo storico in cui le trasformazioni dei processi produttivi, iniziate con la crisi del modello fordista, hanno mutato alla radice le basi della creazione del valore e della ricchezza. L'espansione e la violenza della finanza a cui si è assistito negli ultimi decenni è l'altra faccia di questo mutamento, dell'estensione del processo di estrazione e appropriazione del valore all'intera società.
La finanziarizzazione e le sue crisi cicliche vanno dunque interpretate alla luce delle "biopolitiche del lavoro", delle strategie produttive postfordiste in cui, accanto ai saperi e alle competenze cognitive incarnate nei corpi vivi, è la vita stessa che viene messa al lavoro - linguaggio, affetti, emozioni, capacità relazionali e comunicative, concorrono tutti alla creazione del valore. La tesi che qui si avanza, dunque, è che la finanziarizzazione non è una deviazione parassitaria del capitalismo ma la forma adeguata e perversa del suo nuovo regime di accumulazione.
l'autore
Christian Marazzi, economista, è professore e responsabile della ricerca sociale alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. È autore di numerosi saggi sulle trasformazioni del modo di produzione postfordista e sui processi di finanziarizzazione, tra i quali: Il posto dei calzini (Casagrande-Bollati Boringhieri 1999), E il denaro va. Esodo e rivoluzione dei mercati finanziari (Bollati Boringhieri, 1998), Capitale e linguaggio. Ciclo e crisi della new economy (DeriveApprodi, 2002) e Finanza bruciata (Casagrande, 2009).
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Ingrid e Konrad Scheurmann
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Carlo Saletti (a cura di)
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Fine terra
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Benjamin a Portbou
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pp. 170
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€ 16,00
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isbn 978-88-95366-73-9
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il libro
Agli inizi dell'autunno 1940, il quarantottenne Walter Benjamin attraversò la sua ultima frontiera. Nel marzo del 1933 aveva abbandonato Berlino, ormai avvolta da un'aria "assai poco respirabile", e raggiunto Parigi. Sino al 1940, la metropoli gli offrì un temporaneo rifugio, che dovette tuttavia abbandonare in seguito all'occupazione tedesca.
Sottoponendosi a uno sforzo che, per lui sofferente di cuore, poteva risultare fatale, il 25 settembre varcò clandestinamente il confine franco-spagnolo, seguendo un estenuante itinerario tra le montagne pirenaiche. In serata giunse a Portbou, un piccolo villaggio catalano. Privo del visto d'uscita dalla Francia, l'indomani sarebbe stato riaccompagnato al confine. Gli fu dunque concesso di passare la notte in paese. Preso alloggio in un albergo, di lì a qualche ora si sarebbe tolto la vita.
Sulla base di documenti ritrovati nei primi anni Novanta del Novecento e di nuove testimonianze, il libro indaga minuziosamente sulle ultime ore della vita di Walter Benjamin, sul suo decesso e sulla singolare vicenda della sepoltura, presentando evidenze documentali, congetture e dubbi ancora irrisolti. Ma esso vuole essere anche una guida per chi, scelto di recarsi in quel villaggio in riva al Mediterraneo, intenda sostare dinnanzi a ciò che oggi ricorda l'ultimo passaggio dell'apolide in fuga dall'Europa in fiamme.
il curatore
Carlo Saletti fa parte della direzione scientifica della Maison d'Izieu. Memorial des enfants juifes extermiés. Con Philippe Mesnard ha curato Sonderkommando. Diario di un crematorio di Auschwitz di Salmen Gradowski (Marsilio, 2002) e per i nostrui tipi Testimoni della catastrofe. Deposizioni di prigionieri del Sonderkommando ebraico di Auschwitz-Birkenau (2004).
Indice
Introduzione: L'ultimo Benjamin
di Carlo Saletti
Il clandestino
Intervista a Lisa Fittko di Richard Heinemann
La notte di Porbou
di Ingrid Scheurmann
Memoria di un passaggio
Intervista a Dani Karavan di Ingrid e Konrad Scheurmann
Costellazione. Guida alle persone, ai luoghi, alle circostanze
di Carlo Saletti
Cronologia
Bibliografia
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L'ordine del discorso economico
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Linguaggio delle ricchezze e pratiche di governo in Michel Foucault
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pp. 135
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€ 12,00
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isbn 978-88-95366-71-5
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il libro
Nella sua vastissima opera, Michel Foucault ha dialogato in momenti diversi con il sapere economico. Considerato dapprima nell'ambito della nascita delle scienze umane, esso ha costituito in seguito un costante punto di riferimento: E' vero, spesso solo in negativo: in polemica con la concezione tradizionale del marxismo, infatti, Foucault ha proposto un'interpretazione del potere che non era affatto determinata dai rapporti economici, perché le grandi questioni occidentali - pazzia, sessualità, penalità - erano interrogabili secondo una griglia problematica molto più complessa. D'altra parte, l'emergere sempre più definito del rapporto tra biopolitica e governamentalità ha condotto il filosofo francese ad un'analisi rinnovata e quindi ad un nuovo confronto con le tematiche economiche. Il lavoro di Adelino Zanini, professore di Storia del pensiero economico all'Università di Ancona, segue passo passo la ricerca di Foucault, offrendo, per la prima volta, un quadro d'insieme sinora assente nella letteratura foucaultiana, il quale, muovendo da Le parole e le cose, giunge sino ai Corsi della fine degli anni Settanta.
L'autore
Adelino Zanini è professore di Storia del pensiero economco all'Università di Ancona. Tra i suoi lavori più recenti: Adam Smith. Econmia, morale, diritto. (Bruno Mondadori, 1998), J.A. Schumpeter. Teoria dello sviluppo e capitalismo (Bruno Mondadori), Filosofia economica (Bollati Boringhieri, 2005) e, per i nostri tipi, Macchine di pensiero. Schumpeter, Keynes, Marx (1999).
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