a c. di A. Amendola e R. Pompili
La linea del genere
Politiche dell'identità e produzione di soggettività
 
pp. 190
€ 16
isbn 9788869480973

il libro
Questo libro è nato dall'esperienza di un convegno sul tema del "genere" organizzato dall'Associazione Libera...mente donna, una associazione femminista che gestisce due Centri antiviolenza in Umbria. Nella collettanea, che ospita il confronto tra studiosi e studiose di diverse discipline (antropologia, sociologia, filosofia, diritto), le autrici e gli autori si interrogano sul dibattito che nella contemporaneità assume questo significante e sulle tensioni politiche che lo attraversano. Il genere, principio di organizzazione economica e culturale, diventa una chiave fondamentale per rileggere non solo la produzione del maschile e del femminile, ma l'intero assetto della società e i rapporti di potere da cui la stessa è attraversata. Al di là delle opposizioni troppo semplificatorie tra "culturalismi" e "materialismi", o tra "politiche dell'identità" o "politiche dell'uguaglianza", leggere il genere come dispositivo cruciale della produzione di soggettività, apre un terreno di analisi e di lotta fondamentale per nuove pratiche di trasformazione.
Contributi di Cristina Papa, Valeria Ribeiro Corossacz, Rita Laura Segato, Federico Zappino, Rosa Parisi, Maria Rosaria Marella

i curatori Roberta Pompili è docente di Antropologia Culturale presso l'Università degli Studi di Perugia e responsabile dell'area Ricerca e Formazione dell'Associazione Libera...mente donna (Centri Antiviolenza Perugia e Terni). Tra le sue ultime pubblicazioni, La produzione del genere nelle televisioni locali umbre (aboutUmbria, 2016).



 
Federica Valentini
Genealogie queer
Teorie critiche delle identità sessuali e di genere
 
pp. 118
€ 10,00
isbn 9788869480966

il libro
In un contesto politico e culturale in cui la normalizzazione delle identità sessuali e di genere sembra prevalere, anche all'interno di alcuni ambiti del mondo gay e lesbico, il pensiero queer costituisce un potente elemento di critica di quel sogno liberale di uguaglianza ed emancipazione fondato sul principio identitario. Qual è il prezzo di questa normalità a cui le "minoranze" anelano? La libertà passa davvero attraverso di essa? Oppure è necessario mettere in discussione lo stesso concetto di normalità per poter immaginare un'esistenza veramente libera? Il queer appare oggi come uno degli strumenti teorici e politici necessari non solo per difendersi dalle insidie retoriche dei discorsi normalizzanti, che riguardano in particolare il genere e la sessualità, ma anche per immaginare un nuovo orizzonte di vita comunitaria. Tracciare le genealogie del pensiero queer, ripercorrerne le diverse diramazioni teoriche che ne hanno costituito lo sviluppo - come qui si propone l'autrice - consente di apprezzare la potenza critica di questo strumento e la sua capacità di perturbare concezioni e categorie dalle pretese universalizzanti. Porsi nella prospettiva del queer significa fare propria una visione della realtà complessa e aperta, accogliendo senza timore e smania di definizione la problematicità, l'imprevedibilità e l'indefinitezza dell'esistenza umana.

l'autrice
Federica Valentini si occupa di studi di genere e di studi queer. Questo suo lavoro nasce come tesi di laurea magistrale, per la quale ha condotto la ricerca presso la "Netherlands Research School of Gender Studies" di Utrecht (NL). Collabora con il laboratorio di studi femministi "Sguardi sulle Differenze" presso "La Sapienza" di Roma.



 



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