Contro la frammentazione
Movimenti sociali e spazio della politica
 
pp. 94
€ 9,00
isbn 9788869480737

il libro
Da oltre due decenni, i movimenti sociali, sorti ovunque nel mondo, stanno ridisegnando, con un'ampiezza e una forza che ha pochi precedenti, molte delle categorie tradizionali del conflitto politico. Il loro ruolo però si inserisce in un quadro molto più grande, in un profondo processo di mutamento della stessa presenza umana sul pianeta che comporta la fine della sovranità moderna e il pesante ridimensionamento delle forme della democrazia. I nuovi tipi di conflitto, soprattutto quelli ambientali, esprimono direttamente quel processo di cambiamento e concorrono a destrutturare un sistema sociale che affronta ormai una crisi irreversibile, dopo aver ridefinito l'intero sistema vivente.
Uno dei risultati più evidenti è la progressiva nascita di un nuovo spazio della politica, che nei prossimi anni diventerà probabilmente il luogo privilegiato del confronto sulle possibilità di trasformazione. Una delle tesi di fondo di questo volume è che una parte consistente di ciò che potrà essere la nuova società globale si trova in quelle rivendicazioni che sono accomunate dall'opposizione ai processi di accumulazione, perché difendono biomi, culture, aree urbane dalla spoliazione ai fini di arricchimento e iniziano a rappresentare una possibilità alternativa che potrebbe essere costruita su un'etica politica del vivente.

l'autore
Salvo Torre insegna geografia presso l'Università degli Studi di Catania ed è miembro titular di Flacso-España (Facultad Latinoamericana de Ciencias Sociales). Ha condotto studi sulle crisi ecologiche, sui processi di nascita della città contemporanea, i movimenti sociali e i conflitti urbani postcoloniali. Tra le sue pubblicazioni recenti: Dominio, natura, democrazia. Comunità umane e comunità ecologiche (Milano, 2012). Con Gennaro Avallone ha curato Abdelmalek Sayad: per una teoria postcoloniale delle migrazioni (Catania, 2013).



 
Gilles Deleuze
Il potere
Corso su Michel Foucault (1985-1986) / 2
 
pp. 388
€ 29,00
isbn 9788869480089

Prefazione di Ubaldo Fadini

il libro
Le lezioni sul potere costituiscono la seconda parte del Corso che Gilles Deleuze dedicò all'opera dell'amico a poco più di un anno dalla scomparsa. Iniziato nell'ottobre 1985, le prime otto vennero dedicate al "sapere", ovvero al primo dei tre grandi assi che Deleuze individua nel pensiero di Foucault. Nelle lezioni contenute in questo secondo volume viene messo a tema il secondo asse: quello appunto rappresentato dal "potere".
Per Deleuze, il pensiero non è mai qualcosa di effettivamente sistematico, di ordinato una volta per tutte, ma piuttosto un percorso vitale e pratico, ricco di acquisizioni, shock, deviazioni, trappole, salti improvvisi e abbandoni, che non sono semplicemente oggetto di una ricostruzione ma richiedono, a loro volta, nuovo pensiero e differenti vie di ricerca, in una sorta di combinazione felice, virtuosa, di commento e capacità inventive, di ulteriore concettualizzazione. Le lezioni sul potere forniscono allora una periodizzazione dell'opera foucaultiana, dei suoi rapporti con il periodo post-68 in Europa, con il marxismo e l'esistenzialismo, con Nietzsche: commentano i postulati di un'analisi serrata e produttiva del potere e nozioni decisive quali microfisica, disciplina e biopolitica. Ma accanto all'impegno del commento, la lettura di Deleuze diventa capace di aperture fulminanti, di operazioni che consentono di analizzare, ad esempio, Le parole e cose, un lavoro di fatto anteriore, in relazione con le analisi del potere dei primi anni Settanta. Il fatto è che il concetto di potere richiede il dispiegamento di una vera e propria filosofia delle forze e l'invenzione della nozione di diagramma. Il problema della relazione con il sapere è affrontabile attraverso l'utilizzo di strumenti che rinviano anche alla matematica (gli integrali) e alla biologia (la differenziazione). Infine, l'enigma dei contropoteri e del cambiamento storico chiede di definire quella nozione del "fuori", così rilevante, che annuncia il passaggio al terzo asse dell'opera di Foucault: quello della "soggettivazione".

l'autore
Gilles Deleuze (1925-1995) è stato uno dei maggiori filosofi del Novecento. Tra i suoi numerosi lavori: Nietzsche e la filosofia (1962), Spinoza e il problema dell'espressione (1968), Differenza e ripetizione (1968), Logica del senso (1969), Francis Bacon. Logica della sensazione (1981), Spinoza. Filosofia pratica (1985); con Félix Guattari: L'anti-Edipo (1972), Mille piani (1980) e Che cos'e? la filosofia? (1991). E per i nostri tipi: Cosa può un corpo? Lezioni su Spinoza, Conversazioni (con Claire Parnet) e il primo volume del Corso su Foucault: Il sapere (2014).



 
Silvia Federici
Reincantare il mondo
Femminismo e politica dei commons
 
pp. 220
€ 19,00
isbn 9788869480850

Prefazione e cura di Anna Curcio

il libro
Il volume raccoglie i contributi di oltre vent'anni di riflessione e impegno militante che Silvia Federici ha dedicato ai temi dell'accumulazione capitalista, del lavoro riproduttivo e delle lotte per i commons. Dagli anni della militanza in "Midnight Notes" e delle battaglie contro la globalizzazione fino al suo più recente impegno nel movimento Ni Una Menos, passando per l'esperienza di Occupy e delle insorgenze arabe, un filo rosso unisce i saggi qui raccolti: la critica ai rapporti sociali capitalistici, esercitata attraverso un continuo corpo a corpo con Marx e il vasto dibattito sui commons, che l'autrice ha il merito di estendere alle attività che riguardano la riproduzione della vita quotidiana e della forza lavoro, ancora prevalentemente svolte dalle donne. Tra Africa, America Latina, Stati Uniti ed Europa i testi offrono un prezioso spaccato sulle sfide politiche del presente, sull'emergere di un nuovo movimento femminista e, più in generale, sulla profondità storica e geografica delle trasformazioni sociali e produttive, a cominciare dalla crisi e dal regime del debito. Il libro si rivela uno strumento prezioso non solo per "comprendere" il mondo, ma anche per "reincantarlo", ovvero per "reinventare la vita", imparando a riconoscere una logica diversa da quella dello sviluppo capitalista e costruire società fondate sull'uso comune delle ricchezze naturali e prodotte. "Questo aspetto della politica dei commons - scrive Federici nella sua introduzione - è da anni al centro del mio interesse perché sono convinta che la costruzione di forme più cooperative di riproduzione sia la condizione non solo per una 'vita degna di essere vissuta', ma anche per poter resistere all'avanzare dei rapporti capitalistici e creare una società non subordinata alla logica del profitto e del mercato".

l'autrice
Silvia federici ha insegnato all'Università di Port Harcourt in Nigeria, ed è stata Professore Associato e poi Ordinario di Filosofia politica e Studi Internazionali al New College dell'Hofstra University (NY). Cofondatrice del Collettivo internazionale femminista e del Comitato per la libertà accademica in Africa, nel 1995 ha cofondato la Radical Philosophy Association, progetto contro la pena di morte. Tra le sue pubblicazioni: Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l'accumulazione originaria (Mimesis, 2015) e per i nostri tipi: Il punto zero della rivoluzione. Lavoro domestico, riproduzione e lotta femminista (2014).



 



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