a cura di Erminio Corti
I manifesti delle avanguardie artistiche latinoamericane
(1920-1935)
 
pp. 166
€ 23,00
isbn 9788869481116

Il libro
A un secolo dalla nascita dei primi movimenti avanguardistici, il fenomeno dell'"arte nuova" in America Latina suscita ancora oggi interesse tra gli specialisti della letteratura e delle arti figurative moderne ispanoamericane. Il volume, che raccoglie trentaquattro manifesti programmatici dei principali movimenti sviluppatisi tra le due guerre mondiali nel mondo latino americano, si rivolge non soltanto ai ricercatori del settore, ma agli studenti universitari e agli studiosi interessati ad approfondire i fondamenti estetici degli avanguardismi storici latinoamericani. I documenti proposti, di rilevanza nazionale e internazionale, sono in prevalenza riconducibili alle avanguardie letterarie; non mancano i manifesti di gruppi che, nel contesto di un rinnovamento radicale della cultura, chiamano in causa anche l'ambito delle arti figurative. I testi originali e le traduzioni italiane, corredate di note, sono preceduti da un'articolata introduzione che fornisce il quadro storico-culturale entro cui tali movimenti si sviluppano.

l'autore
Erminio Corti insegna Lingua e Letterature Ispanoamericane presso l'Università degli Studi di Bergamo. Si è occupato di letteratura bilingue dei messicoamericani, di studi comparati tra le letterature anglo e ispanoamericane dal Modernismo a oggi, di movimenti d'avanguardia latinoamericani e di ecocritica. Tra i volumi pubblicati dall'autore: Da Aztlán all'amerindia (1999), Da Faulkner a Onetti (2004), Borges, Onetti, García Márquez (2004).



 
Erving Goffman
Stigma
Note sulla gestione dell'identità degradata
 
pp. 178
€ 15,00
isbn 9788869481000

A cura di Marco Bontempi

il libro
Stigma è senza dubbio uno dei libri più letti tra i lavori di Goffman e, con Asylum, certamente il più "critico". Il saggio descrive e analizza le pratiche di stigmatizzazione e gli usi sociali della diversità combinando tre direttrici dell'identità, personale, sociale e soggettivamente sentita, con i tre principali tipi di stigma: fisici, del carattere e della differenza culturale e religiosa. La gestione dello stigma è presente in qualunque società, ovunque entrino in gioco delle regole morali per la definizione delle identità. Ma quali sono le modalità concrete che sottopongono alcuni individui a quei giudizi morali che chiamano in causa l'appartenenza a una "categoria inferiore" dell'umanità? E quali sono le strategie di sopravvivenza, di difesa o di adattamento delle persone stigmatizzate? Qual è infine lo scarto tra l'identità sociale e l'identità personale e, in definitiva, tra la "normalità" e la "devianza"? In questo libro, sulla base di un'accurata analisi etnografica ricca di esempi e di racconti di vita, Goffman fornisce delle risposte specifiche a queste domande e stimola una riflessione più ampia sulle politiche dell'identità (e della differenza) che oggi sembrano caratterizzare sempre più fortemente le nostre società, attivando vecchi e nuovi processi di stigmatizzazione/esclusione.

l'autore
Erving Goffman è nato in Canada nel 1922. Dal 1958 al 1968 ha insegnato alla California University, Berkeley, e successivamente all'Università della Pennsylvania, presso il dipartimento di antropologia e sociologia. È morto nel 1982 lasciando una produzione vasta e originale che ne fa uno dei piu? importanti scienziati sociali del Novecento. Tra i suoi lavori: Frame analysis. L'organizzazione dell'esperienza (Armando), La vita quotidiana come rappresentazione (il Mulino), Modelli di interazione (il Mulino), Il comportamento in pubblico (Einaudi), Relazioni in pubblico (Bompiani).



 
Ottavia Salvador, Fabrizio Denunzio
Morti senza sepoltura
Tra processi migratori e narrativa neocoloniale
 
pp. 107
€ 10,00
isbn 9788869481161
Con uno scritto di Abdelmalek Sayad

il libro
"Migranti economici" o "migranti politici"? Queste classificazioni ciniche e strumentali, forgiate nei laboratori di tanta sociologia etnocentrica di stampo neopositivista, e adottate acriticamente da leader istituzionali, hanno finito col costruire l'immaginario con il quale si tende a percepire il fenomeno migratorio.
In questo loro lavoro, i due autori provano a scardinarlo, introducendo un altro "tipo" di immigrati-emigrati, quelli morti, ritenendo che uno degli indicatori fondamentali e più affidabili con cui misurare la civiltà degli Stati d'accoglienza sia la sepoltura che essi riservano agli stranieri. Alternando il materiale al simbolico, la ricerca etnografica all'analisi socio-culturale del romanzo neocoloniale italiano, il libro analizza le migrazioni e la causa storica che le produce e riproduce, il colonialismo, a partire dal lungo corteo di morti che lasciano al loro passaggio, da Majid E. K., morto in circostanze misteriose mentre era trattenuto al Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d'Isonzo all'eritrea Zeb'hí Tanqualít de Il tempo delle iene di Carlo Lucarelli, dai defunti nel mar Mediterraneo alla ragazza etiope senza nome de I fantasmi dell'Impero di Marco Consentino, Domenico Dodaro e Luigi Panella.
Come scrive Abdelmalek Sayad, nel saggio inedito in appendice: "La morte in immigrazione e in esilio è un momento di verità, la morte dello straniero e la morte in terra straniera è un momento di verità per tutti".

gli autori
Ottavia Salvador è una ricercatrice indipendente. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze sociali presso l'Università degli Studi di Genova, durante il quale ha svolto una ricerca etnografica, visuale e filmica intorno alle morti nelle migrazioni.

Fabrizio Denunzio è ricercatore in Sociologia dei processi culturali presso l'Università degli Studi di Salerno dove insegna Sociologia dei conflitti culturali. Di recente ha curato il volume Antonio Gramsci, Sul giornalismo. Un percorso attraverso i "Quaderni del carcere" (Orthotes, 2017) e pubblicato la monografia L'inconscio coloniale delle scienze umane. Rapporto sulle interpretazioni di Jules Verne dal 1949 al 1977 (Orthotes, 2018). Per ombre corte ha curato l'edizione di testi di Pierre Macherey e di Raymond Williams, e pubblicato monografie su Walter Benjamin, Adorno e Canetti.



 



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